Cittadinanza italiana: la guida completa

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Vivi in Italia e vuoi richiedere la cittadinanza italiana?

Il primo passo fondamentale è quello di avere chiarezza su cosa è la cittadinanza italiana e su tutti i requisiti e le fasi necessarie per averla.

Ecco perché ho realizzato una guida in cui ti spiego tutto quello che devi sapere!

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So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
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Indice

Cittadinanza italiana: cosa significa?

La cittadinanza italiana è il vincolo giuridico che nasce tra il singolo individuo e lo Stato Italiano ed attribuisce al cittadino italiano la facoltà di esercitare i diritti civili e politici fondamentali per la persona.

Lo status di cittadino italiano riconosce allo stesso la possibilità di accedere al pubblico impiego (quindi di partecipare a concorsi pubblici) di entrare e risiedere nello Stato, il diritto a non essere espulso o estradato e importanti diritti anche ai familiari che raggiungono o vivono con il cittadino italiano.

La Cittadinanza Italiana è un diritto o una concessione?

E’ un diritto la cittadinanza italiana per i figli o discendenti di cittadini italiani (con vincolo di sangue), è’ un “diritto soggettivo” la cittadinanza per matrimonio, concessa a condizione di possedere determinati requisiti.

E’ invece una concessione dello Stato Italiano la cittadinanza per residenza: “è lo Stato che decide se avere l’interesse ad accoglierti nella comunità dei cittadini, riconoscendo che sei positivamente inserito nella società italiana.

Tale decisione è “discrezionale”: dipende da come presenti la tua istanza e dai “pareri” dei soggetti chiamati a dare una valutazione sulla tua situazione personale.

Lo dice il parere del Consiglio di Stato n. 2487 del 30/11/1992.

“L’acquisto della cittadinanza per residenza non . un diritto ma una concessione in senso proprio: il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 9  un presupposto, necessario, ma non sufficiente per l’emanazione del provvedimento.

Detta concessione infatti, non determinata da un valutazione dell’interesse dello straniero, bensì. dalla valutazione dell’interesse per lo Stato e per la comunità nazionale ad accogliere il nuovo cittadino richiedente.

L’amministrazione, pertanto, ha potere pienamente discrezionale.”

Il Consiglio di Stato è l’organo di rilievo costituzionale previsto dalla Costituzione italiana ed è il supremo organo di consulenza giuridico amministrativa del Presidente della Repubblica e di tutela della giustizia nell’amministrazione.

Legge cittadinanza italiana

Ogni Stato adotta criteri propri per l’attribuzione e la perdita della cittadinanza.

Il quadro normativo che regola e disciplina la cittadinanza italiana è la legge 5 febbraio 1992, n.91 e successive modificazioni (con particolare rilievo alle modifiche apportate dalla legge 15 luglio 2009 n.94 per l’acquisto della cittadinanza per matrimonio ed il Decreto Legge 21 giugno 2013, n.69 per l’acquisto della cittadinanza per lo straniero nato in Italia) e relativo regolamento di attuazione, il Decreto Presidente Repubblica n.12 ottobre 1993 n.572 e il Decreto Presidente Repubblica 18 aprile 1994, n.36 

La cittadinanza viene concessa dal Presidente della Repubblica, su proposta del Dipartimento DLCI Libertà Civili e Immigrazione, Direzione Centrale Cittadinanza del Ministero dell’Interno, sentito il Consiglio di Stato.

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Come si acquista la cittadinanza italiana?

I criteri di attribuzione della cittadinanza italiana, stabiliti dalla legge n.91/1992 sono di quattro tipi:

  • Per nascita
  • Per matrimonio
  • Per beneficio di legge
  • Per naturalizzazione (cittadinanza italiana per residenza)

Andiamo ad analizzarli più da vicino. 

Cittadinanza italiana per nascita

Secondo l’art.1 della legge n.91/1992

E’ cittadino per nascita:

1) il figlio di padre o di madre cittadini Italiani (c.d. iure sanguinis);

II possesso della cittadinanza italiana per nascita (iure sanguinis) si trasmette di genitore in figlio, indipendentemente dal luogo di nascita. 

E’ quindi cittadino italiano il figlio di padre o madre cittadini italiani, anche se nato all’estero, purché venga trascritto l’atto di nascita nei registri dello Stato Civile. 

Dunque, anche il discendente di cittadino italiano nato all’estero è cittadino italiano, purché né lui né i suoi ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) abbiano mai dichiarato di voler rinunciare alla cittadinanza italiana.

2) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. (c.d. iure soli)

Questa parte della norma adotta il criterio territoriale (iure soli) solo per ipotesi residuali relative cioè a coloro che, per diverse ragioni, non ottengono una cittadinanza straniera per filiazione. 

3) è considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza. (c.d. ius soli residuale)

La norma contempla un altro dei criteri residuali dello ius soli prevedendo l’attribuzione della cittadinanza al figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica. 

4) Il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età del figlio ne determina la cittadinanza secondo le norme della presente legge

Il figlio diventa cittadino italiano a seguito del riconoscimento o della dichiarazione giudiziale della filiazione, purché questa avvenga durante la minore età. 

5) Acquistano, inoltre, la cittadinanza iure sanguinis, i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con il genitore, dal momento dell’acquisto-riacquisto. 

Divenuti maggiorenni, possono rinunciare alla cittadinanza italiana, solo se in possesso di altra cittadinanza.

6) in caso di adozione di minorenne

Documenti cittadinanza italiana per nascita (iure sanguinis)

Ho scritto un articolo dedicato che parla dei Documenti per la Cittadinanza Italiana.
All’interno troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno a seconda del tipo di cittadinanza a cui sei interessato.

Per fare domanda di cittadinanza italiana per nascita sono necessari una serie di documenti.

1) atto di nascita;
2) atto di matrimonio;
3) atto di morte eventuale.

Tali documenti devono essere predisposti per ciascun membro dell’albero genealogico a partire dal capostipite italiano fino al soggetto richiedente la cittadinanza e dovranno essere legalizzati.

Solo in questo caso è possibile ottenere un permesso di soggiorno per attesa cittadinanza, mediante invio del kit postale alla Questura – Ufficio Immigrazione della Provincia in cui si trova il Comune; tuttavia tale permesso non permette di svolgere attività lavorativa, ma può essere convertito.

Leggi anche l’articolo Permessi di Soggiorno che permettono di lavorare.

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Cittadinanza italiana per matrimonio

L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio è riconosciuto al cittadino straniero, o apolide, sposato con il coniuge cittadino italiano che possiede i requisiti previsti dalla legge e individuati dagli artt.5 e 6, legge 5 febbraio 1992 n.91.

E’ un diritto riconosciuto ai coniugi (marito o moglie) di cittadini italiani, a condizione che:

  • non siano legalmente separati o divorziati;
  • non siano un pericolo per la sicurezza dello stato

Requisiti cittadinanza italiana per matrimonio

Se residenti in Italia:

  • il cittadino straniero deve essere residente in Italia da almeno due anni dopo la data del matrimonio.

In questo caso la domanda va presentata alla Prefettura del luogo di residenza. 

Se residenti all’Estero:

  • devono passare almeno tre anni dopo la data del matrimonio.

In questo caso, invece, la domanda va presentata al Consolato o Ambasciata Italiana nel paese estero in cui si vive.

Entrambi i termini sono ridotti della metà (rispettivamente 12 e 18 mesi) in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

Ulteriori requisiti sono:

  • Non deve essere intervenuta sentenza di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio o dell’unione civile (leggi l’articolo su cosa succede alla domanda di cittadinanza in caso di separazione).
  • Conoscenza della lingua italiana.
  • Assenza di condanne penali e di pericolosità sociale.

Per la domanda di cittadinanza per matrimonio non dovrai dimostrare i redditi e non sarai soggetto alla verifica del “grado d’integrazione”.

Documenti cittadinanza italiana per matrimonio

E’ molto importante essere in possesso di tutti i documenti richiesti prima di presentare la domanda di cittadinanza per matrimonio.

Ecco un elenco. Per approfondire nel dettaglio i singoli documenti, leggi la pagina: documenti cittadinanza italiana.

  1. Estratto atto di nascita.
  2. Certificato penale del paese di origine e degli eventuali paesi terzi di residenza.
  3. Atto integrale di matrimonio.
  4. Passaporto.
  5. Permesso di soggiorno/attestazione di soggiorno.
  6. Codice fiscale e carta identità.
  7. Ricevuta versamento del contributo di Euro 250,00.

Approfondisci ulteriormente questo argomento leggendo la mia guida Come ottenere la cittadinanza italiana per matrimonio

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Cittadinanza italiana per residenza (per naturalizzazione)

La cittadinanza può essere concessa per naturalizzazione allo straniero residente legalmente nel territorio italiano per un periodo definito di:

  • 10 anni di residenza per i cittadini extracomunitari (art. 9 lett. f)
  • 4 anni di residenza per i cittadini dell’Unione europea (art. 9 lett. d) [Sei un cittadino Rumeno? Scopri come ottenere la cittadinanza italiana];
  • 5 anni di residenza per gli apolidi (9 lett. e) e i rifugiati politici (art. 16 c.2);
  • 5 anni di residenza per gli stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani (art.9 lett. b);
  • 3 anni di residenza per gli ascendenti in linea retta di cittadini italiani e per gli stranieri nati in Italia i quali non abbiano ottenuto, o potuto ottenere, il riconoscimento della cittadinanza presso il comune di residenza (art.9 lett. a);
  • 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato (art.9 lett. c). 

Requisiti cittadinanza italiana per residenza

Oltre al requisito della residenza italiana è necessario che lo straniero soddisfi anche ulteriori requisiti, quali:

Documenti cittadinanza italiana per residenza

Possedere tutti i documenti corretti prima di presentare la domanda di cittadinanza italiana è fondamentale. Senza i documenti corretti, sicuramente, la domanda verrà rigettata.

Ecco un elenco dei documenti per presentare la domanda di cittadinanza italiana per residenza (per approfondire ogni singolo documenti, leggi la pagina: documenti per la cittadinanza italiana).

  1. Certificato di nascita.
  2. Certificato penale del paese di origine.
  3. Passaporto.
  4. Permesso di soggiorno/attestazione di soggiorno.
  5. Codice fiscale.
  6. Carta d’identità.
  7. Test di conoscenza della lingua italiana.
  8. Certificato storico di residenza.
  9. Test di integrazione.
  10. Ricevuta di versamento del contributo di Euro 250,00.

Approfondisci ulteriormente questo argomento leggendo la mia guida Come ottenere la cittadinanza italiana per residenza

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Acquisto cittadinanza italiana per beneficio di legge

Le ipotesi di acquisto della cittadinanza per beneficio di legge disciplinate dall’art.4 della legge n.91/1992, riguardano:

  1. lo straniero, o l’apolide, discendente in linea retta, entro il secondo grado, da cittadino italiano per nascita
  2. lo straniero nato in Italia e legalmente residente nel territorio nazionale fino al raggiungimento della maggiore età. 

Cittadinanza bambini nati in italia

I figli di genitori stranieri, nati in Italia, che vi risiedono fino ai 18 anni, possono diventare cittadini italiani.

Ma a determinate condizioni.

Scopri come ottenere la cittadinanza per i bambini nati in italia, leggi la mia guida completa: Cittadinanza bambini nati in Italia.

Figli conviventi e cittadinanza automatica

Un altro aspetto molto importante riguarda la possibilità automatica, per i figli conviventi di cittadini stranieri di diventare cittadini italiani.

La legge, infatti, prevede che i figli minorenni diventano automaticamente italiani se convivono con il genitore che si è naturalizzato.

Scopri quali sono i requisiti che devono avere i figli minorenni per diventare automaticamente cittadini italiani. Leggi il mio articolo: figli conviventi e cittadini italiani.

Come si richiede la cittadinanza italiana?

La cittadinanza italiana per matrimonio e per naturalizzazione va richiesta online, tramite la compilazione del modulo inserito nel portale del Ministero dell’Interno, tramite l’autenticazione a mezzo SPID. 

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Vuoi sapere passo passo come fare? Leggi l’articolo Come inviare la domanda di cittadinanza italiana.

La domanda di cittadinanza italiana per nascita, invece, va presentata direttamente presso il Comune Italiano, all’Ufficio Anagrafe/Stato Civile del Comune di domicilio.  

Vuoi scoprire perché rivolgerti ad un Avvocato per inviare la tua pratica?
Scoprilo leggendo l’articolo Affidare la pratica di cittadinanza all’Avvocato: i vantaggi!

Precedentemente le domande di cittadinanza italiana venivano inviate sempre online, ma senza l’utenza SPID. Ma dal 2021 non è più così.

Tutte le nuove domande di cittadinanza italiana per residenza o per matrimonio devono essere inviate tramite l’utenza SPID (cioè l’identità digitale).

Questo significa che chi non è in possesso dello SPID non solo non potrà entrare nel portare e inviare la domanda, ma non potrà nemmeno controllare la propria domanda inviata prima del 2021.

Se hai presentato la domanda prima del 2021 è fondamentale associare la domanda di cittadinanza italiana al tuo SPID.

 

Devi associare la tua domanda di cittadinanza allo SPID?
Leggi la mia guida su come fare per associare la pratica di cittadinanza italiana.

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Perdita della cittadinanza italiana

Il cittadino italiano può perdere la cittadinanza automaticamente, per rinuncia o per revoca.
Vediamo ora la differenza.

1) Perdita automatica

La legge prevede la perdita automatica quando:

  • il cittadino italiano si arruola volontariamente nell’esercito di uno Stato estero o accetta un incarico pubblico presso uno Stato estero, o un ente pubblico estero, o un ente internazionale cui non partecipi l’Italia, nonostante gli venga espressamente vietato dal Governo italiano (art.12, comma 1, legge 5 febbraio 1992 n.91).
  • il cittadino italiano, durante lo stato di guerra con uno Stato estero, presta servizio militare o svolge un incarico pubblico o acquista la cittadinanza di quello Stato (art.12, comma 2, legge n.91/1992)
  • l’adottato in caso di revoca dell’adozione per fatto a lui imputabile, a condizione che sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti (art.3, comma 3, legge n.91/1992). 

2) Perdita per rinuncia

La legge prevede che possa rinunciare alla cittadinanza:

  • il cittadino italiano che possieda anche la cittadinanza di un altro Paese e risieda o stabilisca la residenza all’estero, sempre che presenti all’autorità diplomatica o consolare italiana del Paese di residenza una dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza italiana (art.11, legge n.91/1992) La perdita della cittadinanza italiana non consegue dunque automaticamente all’acquisto volontario di una cittadinanza straniera ed al trasferimento della residenza all’estero, salvo il caso di perdita automatica della cittadinanza in forza di accordi internazionali;
  • chi aveva acquistato la cittadinanza italiana a seguito dell’acquisto della stessa da parte del genitore, al compimento del diciottesimo anno e sempre che sia in possesso di un’altra cittadinanza e dichiari espressamente ( con dichiarazione resa all’Ufficiale di Stato Civile o alla Rappresentanza consolare all’estero) di voler rinunciare alla cittadinanza italiana (art.14, legge n.91/1992);
  • l’adottato, in caso di revoca dell’adozione intervenuta durante la maggiore età per fatto a lui non imputabile, a condizione che sia in possesso di altra cittadinanza o che la riacquisti e che dichiari di voler rinunciare entro un anno dalla revoca (art.3, comma 4, legge n.91/1992). 

3) Perdita per revoca

L’art.10 bis della legge n.91/1992 prevede che la cittadinanza acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti:

  • dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, che indica i delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni. Tali delitti sono previsti dagli art. 270 terzo comma, 270 bis secondo comma e art. 306 secondo comma del codice penale;
  • dall’articolo 270-ter del codice penale che recita “Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà rifugio o fornisce vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipano alle associazioni indicate negli articoli 270 e 270bis è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se l’assistenza è prestata continuativamente. Non è punibile chi commette il fatto in favore di un prossimo congiunto.”;
  • dall’articolo 270-quinquies.2, del codice penale che recita “Chiunque sottrae, distrugge, disperde, sopprime o deteriora beni o denaro, sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento delle condotte con finalità di terrorismo di cui all’articolo 270 sexies, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000. 

Riacquisto cittadinanza italiana

La possibilità di riacquistare la cittadinanza italiana da parte di coloro che l’hanno perduta è subordinata alla sussistenza di un legame con l’Italia che può concretizzarsi nel trasferimento della residenza nel nostro paese o nell’instaurazione di un rapporto di servizio (civile o militare). 

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Rifiuto cittadinanza italiana

La domanda di cittadinanza italiana può essere rifiutata principalmente per 3 motivazioni.

In tutti e 3 i casi il cittadino straniero riceverà una lettera di diniego (preavviso di rigetto).
Nella lettera viene comunicato al richiedente che la sua domanda è stata respinta. A questo punto avrai a disposizione 10 giorni per presentare una memoria scritta dall’Avvocato per salvare la tua domanda di cittadinanza italiana.

Motivi di rifiuto della cittadinanza italiana:

  • Diniego cittadinanza italiana per precedenti penali
  • Diniego cittadinanza italiana per discontinuità di residenza
  • Diniego cittadinanza italiana per reddito

Leggi la guida dedicata Preavviso di rigetto cittadinanza italiana

Diniego cittadinanza italiana per reddito insufficiente

Il cittadino straniero che fa domanda di cittadinanza, deve dimostrare di avere un reddito adeguato al suo sostentamento (e a quello della propria famiglia quando presente).

Questo perché facendo domanda di cittadinanza ci si impegna anche a rispettare i doveri che derivano dall’appartenenza alla nostra comunità e tra questi ci sono anche quelli della solidarietà economica e sociale.

Se la documentazione allegata alla domanda di cittadinanza non riesce a dimostrare questa condizione, la Prefettura invierà una lettera di diniego. 

Diniego cittadinanza italiana per residenza (buco di residenza)

Di norma il cittadino straniero per ottenere la cittadinanza deve avere uno storico ininterrotto di residenza (una residenza anagrafica ininterrotta) pari o superiore a 10 anni.

Possiamo considerare il termine dei 10 anni lo standard anche se esistono alcune casistiche particolari.  Ad esempio:

  • Per il cittadino apolide o rifugiato il termine scende a 5 anni
  • Per il cittadino comunitario il termine scende  4 anni
  • Per il cittadino straniero nato in Italia e con padre o madre (o uno degli ascendenti per linea retta di secondo grado) cittadini italiani per nascita (che abbiano perso o rinunciato alla cittadinanza) il termine scende a 3 anni
  • Per il cittadino straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano il termine scende a 5 anni

Ad esclusione di queste casistiche, vale il principio dei 10 anni di residenza continuativa e ininterrotta.

La Prefettura invia una lettera di diniego quando la documentazione relativa alla residenza del cittadino non dimostra una sua presenza continuativa per i 10 anni.

Dal momento in cui si riceve la lettera si hanno 10 giorni di tempo per presentare ricorso scritto e allegare tutta la documentazione necessaria per dimostrare di avere i requisiti richiesti. 

Diniego cittadinanza italiana per precedenti penali

Alcuni cittadini stranieri si vedono recapitare una lettera di diniego della propria richiesta di cittadinanza italiana a causa di una o più condanne a carico. Quella dei precedenti penali è una problematica che rischia di invalidare la richiesta di cittadinanza.

Questo avviene perché anche reati minori degli anni passati possono essere considerati un elemento sufficiente per respingere la domanda.

Hai ricevuto un rigetto della domanda di cittadinanza italiana? Scopri subito come fare! Leggi l’articolo!

La concessione della cittadinanza è un atto di discrezionalità e non è un diritto per il cittadino straniero ottenerla!

Questo significa che le valutazioni che verranno fatto non riguarderanno solo il fatto storico della commissione del reato, ma anche il tempo trascorso e l’eliminazione degli effetti penali. 

Ma non solo.

Queste valutazioni, purtroppo, si estendono anche ai tuoi familiari!

Vuoi saperne di più?
Leggi la guida Reati commessi dai familiari e diniego cittadinanza.

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Quanto tempo ci vuole per ottenere la cittadinanza italiana?

L’arco temporale a disposizione dello Stato per decidere è di 24 mesi (2 anni). Questo rappresenta il tempo che il cittadino straniero deve aspettare per ottenere la cittadinanza Italiana dopo aver presentato la domanda.

AGGIORNAMENTO 2020

Dal 20 dicembre 2020 non occorre più attendere 48 mesi (4 anni) perché il Decreto Immigrazione del 18 dicembre 2020 ha modificato i Decreti Sicurezza di Salvini che ora non si applicano più.

Dal 20 dicembre 2020, pertanto, tutte le nuove domande di Cittadinanza Italiana avranno una durata massima di 24 mesi (2 anni), prorogabile a 36 mesi (3 anni) in caso di comprovati motivi oggettivi che impediscono di pronunciarsi nel termine di 2 anni.

Si hai capito bene: il Decreto Sicurezza Salvini si applicava anche alle vecchie domande di cittadinanza italiana (aveva cioè efficacia retroattiva) e quindi tutti dovevano attendere 4 anni (48 mesi), mentre il decreto Immigrazione si applica solamente alle nuove domande di cittadinanza italiana per residenza e per matrimonio presentate dopo il 20 dicembre 2020 (quindi: non è retroattivo).

Vuoi approfondire questo argomento? Leggi la guida Cittadinanza Italiana in 2 anni. 

Velocizzare la domanda di cittadinanza italiana

Velocizzare la domanda di cittadinanza è possibile! 

Velocizzare la domanda di cittadinanza italiana significa rivolgersi ad un Avvocato Immigrazione e attraverso il suo intervento, comprendere qual’è l’attuale e reale fase della domanda di cittadinanza italiana: se ci sono dei problemi (quindi risolverli), se mancano dei documenti o se i vari pareri sono negativi.

Tutto questo deve essere fatto prima della scadenza del termine massimo di 4 anni per le vecchie domande e di 2 anni per quelle nuove (cioè quelle presentate dopo il 20 dicembre 2020).

Vuoi velocizzare la domanda di cittadinanza italiana? Scopri come posso aiutarti! 

Guarda il video per capire come è possibile velocizzare la domanda di cittadinanza italiana!!!

Tanti sono i motivi che possono portare a dover velocizzare una domanda di cittadinanza. 

Ad esempio gli stalli sulle fasi, che rimangono sempre uguali, oppure, la necessità di doversi trasferire all’estero per motivi di studio o di lavoro.

Altri, invece, possono riguardare i figli.

Ecco una storia che ha riguardato una mia cliente.

CASO STUDIO

Voglio raccontarti il caso di Claudia (nome di fantasia)!

Nel mese di marzo 2021, a distanza di 2 anni e 4 mesi da quando aveva presentato la domanda di cittadinanza per residenza, Claudia mi contatta chiedendomi aiuto poiché il figlio minorenne con lei convivente avrebbe compiuto i 18 anni a giugno.

Claudia doveva assolutamente velocizzare la domanda di cittadinanza italiana perché se il figlio fosse diventato maggiorenne prima che lei fosse diventata cittadina italiana, allora il figlio avrebbe perso il diritto di diventare automaticamente cittadino italiano.

Mi sono subito attivato con la pratica di sollecito cittadinanza e dopo aver predisposto la giusta strategia ho richiesto l’intervento immediato e congiunto del Ministero dell’Interno, della Prefetture e della Questura.

In 2 mesi dal mio intervento, ed esattamente in 2 anni e 6 mesi Claudia è diventata cittadina italiana ed insieme a lei anche suo figlio che nel mese di giugno diventerà maggiorenne! 

Scopri come posso aiutarti a velocizzare la domanda di cittadinanza italiana! 

Se invece sono passi 4 anni (Se hai presentato la domanda con la vecchia legge), oppure 2 anni (se hai inviato la domanda dopo il 20 dicembre 2020), quello che dobbiamo fare per ottenere la cittadinanza non è il sollecito, ma la diffida.

Sono due cose completamente diverse e che hanno due obiettivi totalmente differenti,

Se ti trovi in questa situazione è fondamentale intervenire subito. Ogni singolo ritardo può pregiudicare definitivamente e negativamente la tua domanda di cittadinanza italiana.

Sono già passati 4 anni, oppure 2 anni (se hai presentato la domanda dopo il 20 dicembre 2020)? Procedi subito con la diffida per la cittadinanza italiana

Scopri come posso aiutarti! 

Le fasi della cittadinanza italiana

Le fasi della cittadinanza rappresentano uno strumento fondamentale per capire a che punto si trova la domanda di cittadinanza.

Le fasi della cittadinanza si trovano all’interno del portale online, nell’area riservata e permettono (anche se in modo non completo e aggiornato) di capire a che punto si trova la domanda.

Ma sai veramente cosa significano le singole fasi della cittadinanza?

Ognuna di esse ha un significato ben preciso.

Scopri il significato delle singole fasi della cittadinanza italiana. Impara a leggerle con l’aiuto dell’Avvocato.

Nuova riforma sulla cittadinanza italiana: Ius Scholae.

In data 9 marzo 2022, la Commissione Affari Costituzionali alla Camera, ha espresso parere favorevole ad un testo di legge che porterebbe una nuova riforma della cittadinanza italiana introducendo lo Ius Scholae, che consentirebbe ai minori figli di cittadini extracomunitari di ottenere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato almeno cinque anni di scuola.

Vuoi approfondire questo argomento? Leggi il mio articolo sullo Ius Scholae.

Cittadinanza italiana per Rumeni

Se sei un cittadino Rumeno e quindi un cittadino dell’unione europea diventare cittadino italiano sarà molto più semplice.

Ma non solo.

Avere una doppia cittadinanza: italiana e rumena ti darà diritto a molti altri vantaggi.

Leggi l’articolo che ho realizzato: cittadinanza italiana per Rumeni.

Cittadinanza italiana: conclusioni

E’ assolutamente importante ricordare che la concessione della cittadinanza Italiana non è un diritto ma una concessione dello Stato, questo ovviamente vale solamente per la cittadinanza italiana per residenza.

La cittadinanza per matrimonio, invece, è un diritto riconosciuto al cittadino straniero che è coniugato con un cittadino Italiano. In forza di tale vincolo e alla presenza degli altri requisiti di legge, lo Stato dovrà riconoscere la cittadinanza italiana.

Spero che questa guida sulla Cittadinanza italiana ti sia stata utile! 

domande frequenti

Cittadinanza italiana: la guida completa

La cittadinanza è l’appartenenza di una persona ad un determinato Stato.

L’acquisto della cittadinanza italiana avviene con modalità diverse:

  1. Minorenne. Il figlio minorenne di chi acquista la cittadinanza italiana diviene italiano, pur se residente all’estero e pur se possiede un’altra cittadinanza. Lo stesso accade per il figlio minore di una donna straniera che ha acquistato la cittadinanza italiana per matrimonio. In tutti i casi elencati sopra, è necessario che il minore conviva con il genitore che diventa italiano nel momento in cui ciò avviene.
  2. Maggiorenne. Il figlio maggiorenne riconosciuto conserva la propria cittadinanza ma entro un anno dal riconoscimento può scegliere la cittadinanza determinata dalla filiazione rivolgendosi all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza.
  3. Stranieri. Gli stranieri e gli apolidi (cioè le persone prive di cittadinanza) figli o nipoti di ex cittadini italiani per nascita, acquistano la cittadinanza italiana su specifica richiesta qualora soddisfino particolari condizioni: pubblico impiego alle dipendenze dello stato o residenza legale da almeno due anni in Italia al raggiungimento della maggiore età. Gli stranieri nati in Italia possono acquistare la cittadinanza, sempre su richiesta dell’interessato, se hanno risieduto in Italia legalmente e senza interruzioni dalla nascita fino alla maggiore età (nel corso dei sei mesi precedenti il compimento del diciottesimo anno d’età, l’ufficiale di stato civile del comune di residenza dovrà comunicare ufficialmente allo straniero la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana entro il compimento del diciannovesimo anno di età; se questa comunicazione non viene fatta, lo straniero può ottenere la cittadinanza italiana anche dopo il compimento del diciannovesimo anno di età). Le norme previste per gli stranieri si applicano anche per i rifugiati e per gli apolidi. È anche previsto che, allo straniero o all’apolide, nato in Italia, che voglia acquisire la cittadinanza italiana, non sono imputabili le eventuali inadempienze riconducibili ai genitori o agli uffici della Pubblica Amministrazione. L’interessato può dimostrare, infatti, il possesso dei requisiti con ogni altra documentazione idonea, ad esempio, con certificazioni scolastiche o mediche, attestanti la presenza del soggetto in Italia sin dalla nascita e l’inserimento dello stesso nel tessuto socio-culturale.
  4. Matrimonio. Il coniuge straniero o apolide di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana se risiede legalmente da almeno due anni in Italia, oppure se risiede all’estero dopo tre anni dalla data del matrimonio e sempre che non siano intervenute separazioni, annullamenti o scioglimenti. Questi termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
  5. Residenza. I casi di naturalizzazione sono previsti dalla legge che consente l’acquisto della cittadinanza italiana agli stranieri che abbiano adempiuto gli obblighi di legge per il soggiorno in Italia e siano regolarmente iscritti nell’anagrafe del comune dove risiedono. La legge distingue diverse categorie di destinatari fissando per ciascuna un diverso periodo di residenza legale.
  6. Filiazione. La cittadinanza consegue al riconoscimento della dichiarazione giudiziale di filiazione (vedi scheda sui figli naturali) durante la minore età del figlio da parte di cittadino italiano (se il genitore è italiano al momento della dichiarazione). La regola vale anche per i figli per i quali la paternità o maternità non può essere dichiarata, ma sia stato riconosciuto giudizialmente il diritto al mantenimento e agli alimenti.
  7. Adozione. Acquista la cittadinanza il minore straniero adottato da un cittadino italiano.

Il cittadino straniero, o apolide, coniugato con un cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana. La richiesta può essere fatta da:

  • il coniugato con un cittadino italiano se risiedente legalmente in Italia da almeno due anni, a partire dalla data del matrimonio;
  • il residente all’estero, dopo tre anni dalla data del matrimonio.

Nei predetti periodi non devono essere intervenuti lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (vedi scheda sul divorzio dei coniugi)  e non deve sussistere una separazione legale
Questi termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.
La domanda di cittadinanza va presentata Online tramite lo sportello Unico Immigrazione. Per i residenti all’estero, la domanda va presentata, dopo tre anni di matrimonio, alla competente autorità consolare. 

Alla domanda online bisogna allegare i seguenti documenti:

  • estratto dell’atto di nascita tradotto e legalizzato;
  • certificato penale del Paese di origine, tradotto e legalizzato.

Possono essere autocertificati, con dichiarazione, i seguenti documenti:

  • residenza anagrafica;
  • composizione del nucleo familiare;
  • posizione giudiziaria del richiedente su territorio italiano.

È possibile presentare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in luogo dei seguenti certificati:

  • cittadinanza italiana del coniuge;
  • condizioni di validità del matrimonio.

I cittadini stranieri residenti in Italia possono chiedere di ottenere la cittadinanza italiana che verrà concessa loro con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno.

La richiesta può essere presentata da:

  • il cittadino non comunitario se risiedente legalmente in Italia da almeno 10 anni;
  • il cittadino comunitario se risiedente legalmente in Italia da almeno 4 anni;
  • l’apolide o il rifugiato politico, se risiedenti legalmente in Italia da almeno 5 anni;
  • il figlio o nipote in linea retta di secondo grado (cioè nipoti di nonni, non di zii) di cittadini italiani per nascita, se risiedenti legalmente in Italia da 3 anni;
  • chi è nato in Italia e risiede legalmente in Italia da 3 anni;
  • il maggiorenne, adottato da cittadino italiano, se risiedente legalmente in Italia da 5 anni, successivi all’adozione;
  • chi ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano (nel caso di servizio all’estero, non occorre stabilire la residenza in Italia e si può presentare la domanda alla competente autorità consolare).

Alla domanda bisogna allegare i seguenti documenti:

  • estratto dell’atto di nascita, tradotto e completo di tutte le generalità (esclusa l’ipotesi di nascita in Italia) e legalizzato;
  • certificato penale del Paese di origine, tradotto e legalizzato.

Possono essere autocertificati, con dichiarazione, i seguenti documenti:

  • residenza anagrafica;
  • composizione del nucleo familiare;
  • posizione giudiziaria sul territorio italiano; 
  • reddito degli ultimi tre anni. 

Per i cittadini comunitari è possibile autocertificare anche la posizione giudiziaria nel Paese di origine. Per i rifugiati politici è possibile produrre dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per quanto attiene alle esatte generalità ed alla posizione giudiziaria nel Paese di origine, nonché copia dell’attestato dal quale risulti il riconoscimento dello “status” di rifugiato politico.
Eventualmente bisognerà produrre la documentazione dalla quale risulta che un discendente del richiedente è stato cittadino italiano per nascita. 

Per inoltrare istanza di concessione della cittadinanza occorre versare un contributo allo Stato di Euro 250,00 e occorre poi acquistare una marca da bollo dell’importo di Euro 16,00.

Il costo si riferisce ad ogni singola domanda, sia per matrimonio che per residenza.

Dal 20 dicembre 2020 il tempo massimo per ottenere la cittadinanza italiana per naturalizzazione (residenza) e matrimonio è di 24 mesi (2 anni). Questo termine è prorogabile fino ad un massimo di 36 mesi (3 anni) per comprovati motivi oggettiviCittadinanza italiana di nuovo in 24 mesi.

Per prima cosa è necessario registrarsi sul portale e ottenere le credenziali di accesso.

Una volta completata la registrazione bisogna compilare il modulo di richiesta online in ogni sua parte e in particolare:

  • Indicare nell’apposito spazio gli estremi della marca da bollo
  • Allegare i documenti richiesti in formato elettronico (sotto trovi la lista dei documenti richiesti per ottenere la cittadinanza)

IMPORTANTE: una volta inviata la richiesta viene rilasciato un numero di pratica, questo è un dato necessario per controllare lo stato della pratica.

Per questo è fondamentale ricordare:

  • Email di registrazione (a questa casella email verranno inviate le comunicazioni da parte della Prefettura)
  • Credenziali di accesso (user e password per accedere al portale)
  • Numero di pratica  (per rintracciare e verificare lo stato della richiesta)

In questo caso devi comunicare la tua nuova residenza all’Ufficio Cittadinanza della Prefettura

Dopo l’invio ti arriva una ricevuta della domanda di avvenuta presentazione via mail (sulla mail che hai dato in fase di registrazione)

Non serve che tu presenti la cittadinanza italiana per residenza telematica perché ti arriverà una lettera dal Comune con la possibilità di fare il giuramento tra il 18° e il 19° anno di età e potrai diventare cittadino italiano automaticamente.

Tutti i figli minori conviventi acquisiscono la cittadinanza italiana assieme al genitore.

So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
Ti accompagnerò, passo dopo passo, nel giusto percorso per ottenere quello di cui hai bisogno. 

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