Cittadinanza italiana per residenza 2022

cittadinanza italiana per residenza

CONDIVIDI

CONDIVIDI

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on telegram
Share on whatsapp
Share on email

Cittadinanza italiana per residenza

Nell’articolo di oggi parliamo della Cittadinanza Italiana per Residenza (naturalizzazione).

Nella guida dedicata alla Cittadinanza Italiana che ho scritto, ti ho già accennato che i criteri di attribuzione della cittadinanza italiana, stabiliti dalla legge n.91/1992 sono di quattro tipi:

  • Cittadinanza italiana per nascita
  • Cittadinanza italiana per matrimonio
  • Cittadinanza italiana per beneficio di legge
  • Cittadinanza italiana per naturalizzazione (cittadinanza italiana per residenza)

Oggi scopriamo tutto quello che devi sapere circa la Cittadinanza italiana per Residenza.

Ho scritto una guida completa sulla cittadinanza italiana.  

Indice

Cittadinanza italiana per Residenza: quanti anni di residenza

La cittadinanza italiana per residenza richiede un periodo continuo di residenza (una residenza anagrafica ininterrotta) pari o superiore a 10 anni.

  • 10 anni di residenza per i cittadini extracomunitari (art. 9 lett. f)

Possiamo considerare il termine dei 10 anni lo standard anche se esistono alcune casistiche particolari.  

Ad esempio:

  • 4 anni di residenza per i cittadini dell’Unione europea (art. 9 lett. d);
  • 5 anni di residenza per gli apolidi (9 lett. e) e i rifugiati politici (art. 16 c.2);
  • 5 anni di residenza per gli stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani (art.9 lett. b);
  • 3 anni di residenza allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita, o per il cittadino straniero che e’ nato in Italia e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni, comunque fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, lettera c) (art.9 lett. a);
  • 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato (art.9 lett. c).

Ad esclusione di questi casi, vale il principio dei 10 anni di residenza continuativa e ininterrotta.

Iscrizione all’anagrafe e permesso di soggiorno

Nella documentazione presentata non basta uno storico di 10 anni relativo al proprio permesso di soggiorno.

È indispensabile dimostrare la presenza in Italia con la documentazione relativa alla propria iscrizione all’anagrafe.

Se vuoi approfondire questo argomento ti consigli di leggere la guida dedicata ai Documenti per la Cittadinanza Italiana.

Il solo permesso di soggiorno senza una continuità di iscrizione all’anagrafe è il motivo principale alla base di molte lettere di diniego ( leggi l’articolo Preavviso di Rigetto della Cittadinanza italiana ).

Per questo prima di presentare la domanda di Cittadinanza può essere utile richiedere il proprio certificato storico di residenza. Questo permetterà di capire se esistano dei periodi non coperti nel corso dei 10 anni.

Molti cittadini stranieri sono stati cancellati dal registro dell’anagrafe senza essersene accorti e questo perché ad ogni rinnovo del permesso di soggiorno esiste l’obbligo di rinnovare la dichiarazione di dimora abituale.

Se questo non avviene dopo 6 mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno, l’anagrafe del Comune di residenza solleciterà il cittadino a presentarsi con il rinnovo del permesso e con la dichiarazione di residenza, ma in mancanza di una risposta il cittadino verrà cancellato dei registri dell’anagrafe e questo anche se in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Requisiti cittadinanza per residenza

Quali sono i requisiti richiesti per presentare la domanda di cittadinanza per residenza o naturalizzazione?

  1. Residenza
  2. Conoscenza della lingua italiana (livello L2 B1)
  3. Reddito
  4. Assenza di condanne penali e di pericolosità sociale

1. residenza

Il periodo di residenza nel territorio italiano è l’unico requisito tassativamente richiesto dalla legge per l’ammissibilità della domanda di cittadinanza per naturalizzazione da parte di un cittadino straniero.

La residenza deve essere continuativa ed ininterrotta fino al giuramento.

Questo significata che non ci devono essere stati periodi di residenza all’estero o di irreperibilità nel territorio.

E’ richiesta una residenza legale sul territorio dello Stato di almeno dieci anni per gli stranieri non comunitari e di almeno quattro anni per i cittadini dell’Unione Europea.

In alcuni casi espressamente disciplinati il periodo di residenza legale necessario è diverso:

  1. tre anni per lo straniero di cui il padre, o la madre, o i nonni, sono stati italiani per nascita, o per lo straniero nato in Italia (art.9, comma 1, lettera a), legge 5 febbraio 1992 n.91). Questa disposizione è prevista in favore di chi non possa usufruire delle disposizioni contemplate dall’art.4 della legge 5 febbraio 1992 n.91
  2. cinque anni successivi all’adozione: per lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano (art.9, comma 1, lettera b),legge 5 febbraio 1992 n.91). Per evitare una disparità di trattamento con il figlio maggiorenne del cittadino straniero naturalizzato italiano, si ritiene tale agevolazione possa trovare applicazione anche a questo caso. Pertanto, in tale ipotesi, il calcolo dei cinque anni dovrà iniziare dal momento dell’ottenimento della cittadinanza italiana del genitore naturalizzato;
  3. cinque anni successivi al riconoscimento dello status di apolide o di rifugiato politico (art.9, comma1, lettera e) e art.16, legge 5 febbraio 1992 n.91). Questa agevolazione non vale, quindi, per i titolari di protezione sussidiaria.

E’ possibile cambiare residenza dopo che è stata presentata domanda di cittadinanza?

Certo!

Se sposti la residenza in un Comune diverso devi comunicare il nuovo indirizzo all’Ufficio Cittadinanza della Prefettura.

2. conoscenza della lingua italiana

La concessione della cittadinanza italiana per residenza, ma anche per matrimonio, è subordinata al possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).

Sono esonerati dal test di conoscenza della lingua italiana:

  • coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del Testo Unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286,
  • coloro he non siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Per dimostrare la conoscenza della lingua occorre attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da:

  • un istituto di istruzione pubblico o paritario riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca o dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ovvero
  • a produrre apposita certificazione rilasciata da un Ente Certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

In alternativa si può l’attestazione rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti dai Ministeri competenti:

  • Università per stranieri di Perugia,
  • Università per stranieri di Siena,
  • Università di Roma Tre
  • Società Dante Alighieri e della connessa rete nazionale e internazionale di istituzioni ed enti convenzionati

Qualora il titolo di studio o la certificazione vengano rilasciati da un Ente Pubblico, i richiedenti dovranno autocertificare il possesso, indicando gli estremi dell’atto, mentre se si tratta di un istituto paritario ovvero di un ente privato, essi dovranno produrne copia autenticata.

L’obbligo di conoscenza della lingua italiana vale per tutte le domande di cittadinanza per matrimonio e per residenza presentate  dal 5 dicembre 2018 in poi.

Questo significa che tutte le vecchie domande prive della certificazione verranno rifiutate, previa emissione di comunicazione 10 bis.

Tuttavia le domande di cittadinanza presentate dopo la riforma fino al 9 marzo 2019 a cui è stato attribuito il codice K10 potranno essere integrate con la nuova certificazione richiesta previa apposita comunicazione da parte della Prefettura.

3. il reddito

Attenzione! Per tutti i cittadini stranieri che rientrano in una delle fattispecie su indicate, è richiesto il possesso di un altro requisito, quello del reddito personale o del reddito familiare se appartenenti allo stesso nucleo familiare e sullo stesso stato di famiglia. Il reddito da considerare è quello relativo ai tre anni antecedenti alla domanda di cittadinanza nei seguenti limiti annuali:

  • euro 8.263,31 per richiedenti senza persone a carico;
  • euro 11.362,05 per richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.

Nell’ambito della valutazione del reddito il Ministero dell’Interno considera la situazione reddituale dell’interessato e dei familiari conviventi.

Viene pertanto valutato il reddito dell’intero nucleo familiare e non solo la posizione reddituale del singolo richiedente e questo per rispettare il concetto di solidarietà familiare.

I familiari che possono concorrere al reddito sono quelli previsti dall’art.433 del Codice Civile (coniuge, parte unita civilmente o convivente di fatto legato da contratto scritto di convivenza, figli legittimi o legittimati, genitori, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle germani e unilaterali).

4. assenza di condanne penali e di pericolosità sociale

L’assenza di precedenti penali è considerato un requisito naturale.

La concessione della cittadinanza italiana, quindi, può essere preclusa a causa di precedenti penali, ma si dovrà valutare in concreto, caso per caso, la gravità dell’illecito commesso e la pericolosità sociale del richiedente.

Infatti può essere negata la concessione della cittadinanza per residenza al richiedente che sia stato condannato, con sentenza definitiva, per:

  1. uno dei delitti previsti nel codice penale al libro secondo, titolo I: delitti contro la personalità dello Stato (artt.241- 294 c.p.), capo I: delitti contro la personalità internazionale dello Stato (artt.241-275 c.p.), capo II: delitti contro la personalità interna dello Stato (artt.276 -293 c.p.) e capo III: delitti contro i diritti politici dei cittadini (art.294 c.p.);
  2. un delitto non colposo (l’autore ha agito intenzionalmente ed in piena coscienza e non per mero errore) per il quale la legge preveda una pena edittale (la pena base espressamente prevista dalla legge) non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione;
  3. un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di un’autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia.
  4. sussistano comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.

 

Ti trovi in questa situazione? La riabilitazione penale permette di eliminare le conseguenze dannose del reato e quindi può permetterti di ottenere la cittadinanza italiana.

Come inviare la domanda di cittadinanza italiana per residenza

A partire da maggio 2015 è stato disposto dal Ministero dell’Interno l’invio telematico della domanda di cittadinanza, che, da giugno 2015 rappresenta l’unica modalità per formalizzare tale istanza.

La domanda dovrà essere inviata online tramite l’apposito dedicato nell sito del Ministero dell’Interno: https://portaleservizi.dlci.interno.it/

L’accesso al portale piò essere effettuato solamente con l’identità digitale SPID.

SPID è il nuovo sistema di accesso che, utilizzando un’identità digitale unica, consente la presentazione di istanze online alla Pubblica Amministrazione e ai privati accreditati.

 

Documenti cittadinanza italiana per residenza

Per presentare correttamente la domanda di cittadinanza per residenza è fondamentale essere in possesso dei seguenti documenti richiesti.

Vediamo nel dettaglio i documenti per la cittadinanza per residenza:

  1. Marca da bollo da 16 Euro
  2. Atto di nascita
  3. Certificato penale
  4. Passaporto e carta di identità
  5. Permesso permesso di soggiorno
  6. Certificato storico di Residenza
  7. Modello CU, Unico e modello 730
  8. Attestato di conoscenza della lingua italiana a livello non inferiore a B1, rilasciata da un istituto scolastico pubblico o parificato o da un ente certificatore
  9. Versamento del contributo di € 250,00

N.B. Dall’8 luglio il bollettino è sostituito dal pagamento online tramite PagoPa.

Per sapere come devono essere i documenti e in particolare l’atto di nascita e il certificato penale leggi l’articolo completo: documenti cittadinanza italiana.

Quanto tempo ci vuole per la cittadinanza per residenza

Il Decreto Legge del 21 ottobre 2020, n. 130 ha stabilito in 24 mesi (prorogabili fino al massimo di 36 mesi) il nuovo termine per le istanze di cittadinanza per residenza presentate dal 20.12.2020 (data di entrata in vigore della legge di conversione) in poi. 

Cittadinanza italiana residenza tempi: quanto devi aspettare per ottenere la cittadinanza?

Il tempo massimo entro cui il Ministero deve decidere se concedere o meno la cittadinanza italiana per residenza è di 2 anni, massimo 3 anni.

La cittadinanza per residenza è più lenta della cittadinanza per matrimonio?

No, oggi non c’è più differenza tra le due domande. Entrambe richiedono 2 anni, mentre le vecchie domande, quelle presentate prima del 20 dicembre 2020, richiedono ancora un termine massimo di 4 anni.

Velocizzare la domanda di cittadinanza per residenza

E’ possibile con l’aiuto di un Avvocato immigrazione verificare le fasi della cittadinanza italiana per matrimonio ed intervenire con specifiche istanze di accesso agli atti al fine di capire se ci sono problemi sulla domanda.

L’istanza di accesso agli atti rappresenta un passaggio fondamentale per monitorare attentamente la domanda di cittadinanza.

Vuoi velocizzare la domanda di cittadinanza per residenza con il sollecito dell’Avvocato? Se non sono ancora passati 2 anni possiamo scoprire a che punto si trova la tua domanda.

Hai presentato la domanda dopo il 20 dicembre 2020 e sono già passati due anni? In questo caso occorre procedere subito con la diffida dell’Avvocato. Se invece hai inviato la domanda con la vecchia legge (prima del 20 dicembre 2020), quindi hai superato i 4 anni, occorre procedere con la diffida legale per la cittadinanza italiana.

Rigetto cittadinanza italiana per residenza

I casi di rifiuto della cittadinanza per residenza possono essere di diverso tipo:

  1. presenza di condanne penali o procedimenti in corso;
  2. mancanza del requisito della conoscenza della lingua italiana
  3. reati commessi dai familiari
  4. buco di residenza
  5. reddito insufficiente

 

Cosa fare in caso di rigetto della cittadinanza italiana per residenza?

In questi casi occorre subito rivolgersi ad un Avvocato immigrazione per valutare i presupposti di un possibile ricorso TAR.

Hai ricevuto un preavviso di rigetto della cittadinanza per residenza? Hai solo 10 giorni di tempo per rispondere o la tua domanda verrà automaticamente rigettata.

Hai ricevuto invece un rigetto definitivo della domanda per residenza? Hai 60 giorni per fare il ricorso al TAR con un Avvocato Immigrazione.

 

In caso di rifiuto della domanda di cittadinanza per residenza è possibile richiedere il rimborso del contributo versato di euro 250?

In caso di rifiuto dell’istanza di cittadinanza per residenza, il rimborso del versamento del contributo previsto di 250,00 euro può essere richiesto entro un anno dalla data del pagamento.

Posso aiutarti subito a diventare italiano dopo la residenza

Se hai ricevuto una lettera di diniego della Cittadinanza Italiana (preavviso di rigetto della Cittadinanza Italiana) per precedenti penali, contattami oggi stesso perché non c’è tempo da perdere.

Il procedimento per inviare la domanda di cittadinanza italiana è cambiato e quindi non saranno più accettate domande di richiesta di cittadinanza italiana inviate per posta tradizionale o depositate.

Tutte le domande di cittadinanza italiana e quindi anche la relativa documentazione allegata alla domanda di cittadinanza italiana dovranno essere trasmesse in formato elettronico, tramite l’accesso e la registrazione al portale web creato dal Ministero dell’Interno.

Come ti aiuto ad ottenere la cittadinanza per residenza in breve tempo

Ti aiuto a raccogliere tutta la documentazione necessaria e verifico assieme a te che tutti i documenti siano aggiornati, completi, tradotti e legalizzati; seguo costantemente lo stato di avanzamento della pratica e in caso di necessità predispongo gli atti necessari per ottenere dal Tribunale un provvedimento favorevole.

Se hai già inviato l’istanza, scopri anche come velocizzare la domanda di cittadinanza italiana con il sollecito dell’Avvocato.

Con questo articolo spero di averti chiarito ogni dubbio sulla Cittadinanza Italiana per Residenza.

Se vuoi ulteriori approfondimenti leggi gli articoli all’interno del mio Blog.

So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
Ti accompagnerò, passo dopo passo, nel giusto percorso per ottenere quello di cui hai bisogno.

Cosa aspetti?

PERMETTIMI DI ASSISTERTI

SONO QUI PER AIUTARTI!

Questo articolo è stato scritto da:

AVV. FRANCESCO LOMBARDINI

Avvocato del Foro di Forlì-Cesena • Fondatore e Titolare del sito avvocatofrancescolombardini.it 

CONDIVIDI

Naviga tra gli articoli: