Decreto Flussi: la guida completa

Scritto dall'Avvocato Francesco Lombardini
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GUIDA COMPLETA

A CURA DELL'AVVOCATO

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Decreto Flussi: cos'è

Il decreto flussi è un atto con cui il Governo Italiano, ogni anno, stabilisce il numero massimo di cittadini stranieri non comunitari (extracomunitari) che possono fare ingresso in Italia per svolgere lavoro subordinato, autonomo e stagionale.

L’ingresso e il soggiorno degli stranieri all’interno delle quote annuali è disciplinato dal decreto legislativo 286/98

L’obiettivo dei decreti flussi è di contrastare l’immigrazione clandestina, offrendo la possibilità ai cittadini stranieri, non cittadini dell’Unione Europa, di entrare in Italia in base alle quote di ingresso.

Inoltre la legge flussi stabilisce anche le quote di conversione dei titoli di soggiorno in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo, dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale, per studio, tirocinio e/o formazione professionale e dei permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

Il decreto flussi annuale ed il “documento programmatico” triennale regolano, in base alla legge 40/1998, i flussi di ingresso in Italia per motivi di lavoro. 

Indice

Quote decreto flussi

Ogni anno il Governo stabilisce le quote di ingresso, cioè il numero totale ci cittadini stranieri che possono fare ingresso in Italia per lavorare.

Le quote dei decreti flussi, ad esempio del decreto flussi 2020, vengono stabilite in base ad una serie di requisiti quali:

  • l’attuale richiesta di lavoratori nei vari settori;
  • le indicazioni fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sul numero di stranieri in Italia privi di lavoro, iscritti alle liste di collocamento e il numero di lavoratori stranieri impiegati.

Il decreto flussi può prevedere anche delle quote definite preferenziali, cioè riservata a determinati cittadini  stranieri, ad esempio:

  • di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza;
  • degli Stati “virtuosi” con i quali l’Italia abbia concluso accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi d’ingresso e delle procedure di riammissione.


Viceversa, nel decreto flussi sono previste restrizioni numeriche ai cittadini stranieri degli Stati “che non collaborano adeguatamente nel contrasto all’immigrazione clandestina o nella riammissione di propri cittadini destinatari di provvedimenti di rimpatrio” (art. 27 Testo unico immigrazione). 

Ingresso fuori quota

Ci sono casi in qui i cittadini stranieri possono fare ingresso in Italia per svolgere lavoro subordinato, stagionale o autonomo fuori dalle quote del decreto flussi.

In particolare tale possibilità è disciplinata dall’art. 27 del T.U.I. il quale prevede gli ingressi “fuori quota”, cioè fuori dal decreto flussi annuale.

L’obiettivo è quello di permettere l’ingresso in Italia di lavoratori che svolgono attività specifiche e qualificate come ad esempio:

  • infermieri professionali;
  • dirigenti o personale altamente specializzato,
  • professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico;
  • traduttori e interpreti;
  • lavoratori occupati presso circhi;
  • personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;
  • ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;
  • artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici. 

Quali sono le quote del decreto flussi 2020

Il Decreto flussi 2020 aveva previsto l’ingresso di: “4.500 lavoratori subordinati non stagionali cittadini di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina; b) n. 1.500 lavoratori subordinati non stagionali cittadini di Paesi con i quali nel corso dell’anno 2020 entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria”.
Il decreto flussi 2020 si componeva di nove articoli, il primo dei quali indicava il numero di ingressi di lavoratori non comunitari previsto per l’anno precedente: “A titolo di programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2020, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato stagionale e non stagionale e di lavoro autonomo, i cittadini non comunitari entro una quota complessiva massima di 30.850 unità”.

La quota massima di 30.850 lavoratori era così suddivisa:

  • Per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, possono fare ingresso in Italia 12.850 cittadini non comunitari (articolo 2). Tra questi, stando all’articolo 3 “sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e turistico-alberghiero, 6.000 cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria [..]”.
  • Le rimanenti quote sono suddivise tra cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di 
    formazione ed istruzione nei Paesi di origine, lavoratori di origine italiana residenti in Venezuela e conversioni dei permessi di soggiorno già detenuti ad altro titolo in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo.
  • Nella quota prevista dall’articolo 2 è altresì inserita l’unità di 500 lavoratori autonomi non comunitari appartenenti alle seguenti categorie: “a) imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro; b) liberi professionisti [..]; c) titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo [..]; d) artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale [..]; e) cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» [..]”.
  • Per motivi di lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero, possono fare ingresso in Italia 18.000 cittadini non comunitari residenti all’estero di cui 1.000 unità sono riservate a cittadini extracomunitari che “abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale” e 6.000 riservate ai cittadini provenienti dai Paesi indicati al primo comma dell’articolo 3 la cui domanda di nulla osta è stata richiesta direttamente dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro. 
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Decreto flussi 2021 quando esce

E’ attesa in questi giorni la firma sul decreto della presidenza del Consiglio sui flussi per il 2021 – decreto flussi 2022 col quale si prevede di concedere più del doppio dei permessi di lavoro rispetto all’anno scorso.

Secondo le indiscrezioni circolate, si tratta di 81 mila fra nuovi ingressi e regolarizzazioni.

Entreranno in Italia lavoratori stagionali provenienti in particolare dai paesi con cui sono stati stretti accordi bilaterali di cooperazione in materia migratoria. Ma si pensa ad Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Costa D’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Ghana, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Moldova, Montenegro, Niger, Repubblica di Corea, Senegal, Serbia, Tunisia e altri ancora. Per motivi di lavoro subordinato non stagionale saranno ammessi stranieri nei settori autotrasporto merci per conto terzi, edilizia, turistico-alberghiero, agroalimentare e manifatturiero. Una quota sarà riservata a lavoratori che hanno partecipato a corsi di formazione professionale e di istruzione nei propri paesi di origine. 

Ogni anno è arrivato: ricordiamo il decreto flussi del 1024, il decreto flussi 2015, decreto flussi 2016, decreto flussi 2017, decreto flussi 2018, decreto flussi 2019 e decreto flussi 2020. A breve scopriremo in gazzetta ufficiale il decreto flussi 2021. 

Firmato il decreto flussi 2021/2022

E’ stato firmato il 21 dicembre 2021 il decreto flussi 2021/2022 relativo alla programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro stagionale e non stagionale nel territorio dello Stato.

Nel 2022 saranno ammessi in Italia i cittadini non comunitari entro una quota massima di 69.700 unità

Scopri il testo della legge decreto flussi 2020 2021

Quote decreto flussi 2021/2022

Per il decreti flussi 2021/2022 sono stati previsti i seguenti settori:

  • AUTOTRASPORTO MERCI
  • EDILIZIA
  • TURISTICO-ALBERGHIERO


La quota totale di 69.700 verrà così ripartita:

  • 27.700 ingressi per motivi di lavoro subordinato non stagionale e lavoro autonomo:
    • nell’ambito di questa quota fino ad un massimo di 20.000 ingressi sono legati ai settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e turistico-alberghiero. Tale quota è disponibile per una quota massima di 17.000 solo per cittadini non comunitari dei seguenti paesi:
    • Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.
    • una quota massima di 3.000 per paesi extra Ue che nel corso dell’anno firmeranno accordi in materia di cooperazione e rimpatrio.


Sempre nell’ambito della quota di 27.700, è importante sapere che una quota è destinata alle conversioni da permesso di studio (n. 2.000) e da lavoro stagionale (n. 4.400). Le restanti da altre tipologie.

  • 42.000 ingressi per motivi di lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero.
    • nell’ambito di questa quota, per il solo settore agricolo, è riservata una quota di 14.000 unità ai lavoratori non comunitari, le cui istanze di nulla osta siano presentate, in nome e per conto dei datori di lavoro, dalle seguenti organizzazioni professionali dei datori di lavoro: Cia – Coldiretti – Confagricoltura – Copagri – Alleanza delle cooperative (comprende Lega cooperative e Confcooperative).
    • tale quota riguarda ingressi di cittadini non comunitari di: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemale, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina

Secondo decreto flussi bis 2022: decreto semplificazioni!

E’ di pochi giorni fa la notizia che c’è nell’aria la volontà di emanare un secondo decreto flussi 2022, a distanza di pochi mesi dal predecessore uscito a gennaio 2022.

Questa novità è data dalla carenza di lavoratori che sta mettendo in crisi l’economia Italiana e, pertanto, un nuovo decreto flussi bis si rende quanto più necessario.

Il Decreto Flussi approvato dal governo alla fine del 2021 ha permesso l’ingresso di 69.700 lavoratori stranieri.

L’attuale carenza di lavoratori da impiegare nei settori produttivi, causata dei ritardi nel controllo delle domande, ha reso possibile l’emanazione decreto flussi semplificazioni.

Il decreto flussi bis semplificazioni 2022 riduce i tempi tra le richieste presentate dai datori di lavoro e la formalizzazione dell’assunzione dei lavorati stranieri che hanno fatto accesso tramite il decreto flussi.

“Il Consiglio dei Ministri ha adottato un pacchetto di misure per la semplificazione delle procedure di ingresso dei lavoratori stranieri allo scopo di favorire, anche in relazione agli investimenti e agli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’immissione di manodopera nei settori produttivi che hanno espresso il maggiore fabbisogno”.

Vuoi avere maggiore informazioni sul decreto flussi bis? Scopri la legge nuovo decreto flussi 2021/2022 e quando inviare la domanda per il nuovo decreto flussi.

Decreto flussi 2021/2022 quando si può presentare la domanda?

La domanda di decreto flussi 2021 potrà essere inviata dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e precisamente:

  • per le quote di lavoratori non comunitari non stagionale e autonomoe per le conversioni: dalle ore 9.00 del decimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale;
  • per le quote di lavoratori non comunitari stagionali, dalle ore 9.00 del quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. 

Come entrare in Italia con il decreto flussi

L’ingresso in Italia con il decreto flussi avviene tramite la richiesta del datore di lavoro che deve richiedere allo Sportello Unico la domanda di nulla osta al visto di ingresso.

La richiesta deve essere presentata unicamente in via telematica tramite l’identità digitale SPID del datore di lavoro, presso lo Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura della provincia del luogo ove si svolgerà l’attività lavorativa.

Tramite l’accesso al portale si potrà compilare il modulo di richiesta per i flussi migratori in Italia, allegando alla domanda i documenti che dimostrano i requisiti necessari per avvalersi del decreto flussi 2021.

Il datore di lavoro può scegliere il numero di lavoratori stranieri che intende assumere, inserendo i dati identificativi e allegando i documenti di identificazione.

Lo Sportello Unico per l’Immigrazione ottenuto il positivo della Direzione provinciale del lavoro sulla regolarità del datore e del contratto di lavoro (art. 30 bis del dpr 394/1999 regolamento di attuazione del testo unico immigrazione), trasmette la richiesta al Centro per l’impiego, che comunicherà al datore di lavoro, se presenti, i nominativi di lavoratori disponibili a svolgere e medesime mansioni, iscritti nelle liste di collocamento (art. 30 quinques dpr 394/1999).

Successivamente, lo Sportello acquisisce il parere della Questura sul al rilascio del nullaosta (art. 31 dpr 394/1999).

Se l’ingresso del lavoratore straniero rientra nei limiti delle quote dei decreti flussi, la Prefettura convoca il datore di lavoro per il rilascio del nullaosta di sei mesi e trasmette la documentazione agli uffici consolari.

Il datore di lavoro informa il lavoratore straniero dell’avvenuto rilascio del nullaosta, al fine di consentirgli di richiedere il visto d’ingresso alla rappresentanza diplomatica o consolare competente.

Una volta rilasciato il visto d’ingresso, lo straniero può fare ingresso in Italia ed entro 8 giorni dall’ingresso dovrà recarsi presso la prefettura per sottoscrive il contratto di soggiorno, esibendo:

  • il titolo idoneo a comprovare l’effettiva disponibilità dell’alloggio;
  • la richiesta di certificazione d’idoneità alloggiativa,
  • la dichiarazione di impegno al pagamento delle spese di viaggio (art. 35) del datore di lavoro.


Fatto questo lo straniero può fare richiesta del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, previa esecuzione dei rilievi fotodattiloscopici. 

Cos'è il nulla-osta al lavoro subordinato?

Il nulla-osta al lavoro subordinato è l’atto amministrativo con cui lo Sportello Unico presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (U.T.G.) autorizza il datore di lavoro che ne fa richiesta ad assumere un lavoratore straniero residente all’estero. 

Tale autorizzazione è un requisito particolare necessario per il rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro a favore del cittadino straniero.

Documenti per il decreto flussi 2021/2022

Cosa serve per il decreto flussi?

I documenti richiesti per la procedura dei decreto flussi sono:

  • passaporto in corso di validità del lavoratore straniero che vuole fare ingresso in Italia;
  • certificato di idoneità abitativa dell’alloggio di dimora;
  • la proposta di contratto di soggiorno per lavoro
  • documenti di identità del datore di lavoro operante in Italia che abbia presentato offerta di assunzione;
  • visura camerale del datore di lavoro. Si tratta di un documento contenente informazioni anagrafiche, giuridiche, fiscali ed economiche di ogni impresa;
  • certificazioni circa il modello di contratto (incluse le indicazioni circa l’orario settimanale, livello e mansioni che il lavoratore andrà a svolgere) e il numero di dipendenti dell’impresa assumente;
  • bilancio contabile dell’azienda relativo all’anno 2019;
  • DURC (il documento unico di regolarità contributiva).

Scopri l’elenco completo dei documenti necessari per inviare a domanda di decreto flussi in Italia.

Requisiti per il datore di lavoro decreto flussi

Per poter inviare la domanda di decreto flussi e quindi un cittadino extracomunitario residente all’estero possa lavorare regolarmente in Italia, usufruendo dell’apertura flussi, è necessario che il datore di lavoro sia in possesso di alcuni requisiti:

  • reddito minimo
  • alloggio presso il quale il cittadino extracomunitario risiederà durante il proprio soggiorno in Italia, il quale dovrà rispondere ai criteri di idoneità stabiliti dalla legge (idoneità alloggiativa).
  • generalità  del titolare o del rappresentante legale dell’impresa per la quale il cittadino straniero andrà a lavorare, la ragione sociale, la sede e l’indicazione del luogo di lavoro;
  • le complete generalità del lavoratore straniero residente all’estero che intende assumere;
  • le specifiche contrattuali, le quali saranno riportate di seguito sul contratto di soggiorno.


Inoltre, deve assumersi l’impegno di garantire un trattamento retributivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi applicati e di farsi carico delle spese di viaggio per il rientro nel Paese d’origine del lavoratore qualora questo venga espulso.

Il datore di lavoro che chiede il nulla-osta al lavoro per un cittadino extracomunitario residente all’estero può presentare:

  • richiesta nominativa di nulla-osta al lavoro, se vi è conoscenza diretta tra lavoratore e datore di lavoro;
  • richiesta numerica di nulla-osta al lavoro, se il datore di lavoro non ha conoscenza diretta dello straniero; questa particolare richiesta è effettuata nei confronti di una o più persone iscritte in apposite liste di lavoratori stranieri appartenenti a quei Paesi con cui l’Italia ha sottoscritto accordi o intese per le quote riservate di ingressi.


Le liste di lavoratori che desiderano lavorare in Italia sono di solito tenute dalle Rappresentanze diplomatiche e consolari italiane del Paese di origine degli stranieri e trasmesse periodicamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali affinché sia data loro massima diffusione attraverso l’inserimento nel sistema informativo delle Direzioni Territoriali del Lavoro (DTL). 

Come fare la domanda per il decreto flussi 2021/2022

La domanda per quote di ingresso deve essere inviata in forma telematica mediante la compilazione dei moduli presenti nell’apposita sezione del sito del Ministero dell’Interno
https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/
Ministero/Index2
.

La richiesta deve essere inviata dal datore di lavoro in Italia, italiano o straniero residente regolarmente in Italia, che voglia assumere il cittadino extracomunitario.

Una condizione obbligatoria per compilare e inoltrare i modelli del Decreto flussi 2020 è il possesso dello SPID, la certificazione dell’identità digitale.

La procedura per inoltrare la domanda di ingresso in Italia tramite il Decreto flussi è la seguente:

  • effettuare l’accesso al sito istituzionale del Ministero dell’Interno mediante l’accesso con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
  • registrarsi sul sito del Ministero dell’Interno;
  • accedere all’apposita sezione di richiesta dei moduli di domanda;
  • iniziare la compilazione della domanda prestando attenzione che il modulo sia quello idoneo alla tipologia di lavoro ed inviare la domanda.


La compilazione della domanda avviene per pagine: alla fine di ognuna di queste viene effettuato un salvataggio automatico dei dati inseriti.

La presa in carico delle domande è avvenuta secondo l’ordine d’arrivo delle stesse. 

Modelli di domanda flussi: quale scegliere?

I modelli presenti sul sito del Ministero dell’Interno per la compilazione della domanda per il Decreto flussi 2020 variano in base alla tipologia di lavoro per la quale il cittadino extracomunitario residente all’estero sarà assunto.

modelli, da compilare sono:

  • modelli A e B per i lavoratori di origine italiana residenti in Venezuela;
  • modello VA per la conversione dei permessi di soggiorno per studio in permesso di lavoro subordinato;
  • modello VB per la conversione dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in lavoro subordinato;
  • modello Z per la conversione dei permessi di soggiorno per studio in permessi di lavoro autonomo;
  • modello LS per la conversione dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo in permesso di lavoro subordinato / modello LS1 per la conversione dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo in permesso di lavoro subordinato domestico/ modello LS2 per la conversione dei permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo in permesso di lavoro autonomo;
  • modello BPS per la richiesta di assunzione riservata a lavoratori che hanno partecipato a
    programmi di formazione e di istruzione nei Paesi di origine;
  • modello B2020 per la richiesta di assunzione riservata a lavoratori nel settore dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico- alberghiero. 

Quanto tempo ci vuole per il decreto flussi?

Il termine massimo per avere una risposta dopo l’invio della richiesta di nulla osta per decreto flussi è di sessanta giorni (60 GIORNI) dalla presentazione dell’istanza.

Lo Sportello unico ricevute le richieste di autorizzazione all’assunzione da parte dei datori di lavoro, se sono rispettate le condizioni previste dal contratto collettivo applicabile, rilascia il nulla-osta all’ingresso per lavoro subordinato. 

Quando non può essere rilasciato il nulla osta al lavoro subordinato per il decreto flussi?

Con l’entrata in vigore del d.lgs.109/2012, che ha recepito la Direttiva 2009/52/CE,  all’art.22 T.U. Immigrazione è stato aggiunto il comma 5-bis, che prevede che il nulla-osta al lavoro subordinato, non possa essere rilasciato:

  • nei confronti di un datore di lavoro che sia stato condannato negli ultimi 5 anni, anche con sentenza non definitiva, per reati connessi all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione, dell’impiego di minori nelle attività illecite, di intermediazione illecita o sfruttamento del lavoro (ai sensi dell’art.603 c.p.) o del reato di impiego illegale di stranieri privi di permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto del quale non sia stato chiesto il rinnovo nei termini di legge, revocato o annullato, previsto dal comma 12 dell’art.22 T.U.;
  • se i documenti presentati sono stati falsificati o contraffatti;
  • se il datore di lavoro non si reca presso lo Sportello Unico Immigrazione per la firma del contratto di soggiorno entro il termine di 8 giorni, salvo che il ritardo non sia dipeso da cause di forza maggiore. 

Subentro di un nuovo datore di lavoro nel decreto flussi

In caso di morte del datore di lavoro o di cessazione dell’azienda, è possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro, ma solo prima che l’autorizzazione all’assunzione venga rilasciata dallo Sportello Unico.

In questa ipotesi è possibile il subentro nell’assunzione da parte di un componente della famiglia del defunto – se si tratta di lavoro domestico – o da parte della nuova azienda che a tutti gli effetti rileva l’azienda che aveva originariamente presentato la richiesta di assunzione, qualora, naturalmente questi ultimi soggetti, in possesso di tutti i requisiti di legge necessari, manifestino l’effettiva volontà di avvalersi di tale facoltà.

Il nuovo datore di lavoro dovrà presentare allo Sportello Unico una specifica richiesta facendo riferimento all’istanza originaria e dare seguito alla procedura prevista per l’assunzione del cittadino straniero. 

Validità nulla osta decreto flussi

Il nulla-osta al lavoro subordinato rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione trasmesso per via telematica direttamente agli Uffici Consolari, deve essere utilizzato, ai fini del rilascio del visto entro il termine di 6 mesi dalla data di emissione. 

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