Studio Legale documenti cittadinanza italiana Cesena

DOCUMENTI CITTADINANZA ITALIANA
[lista aggiornata 2021]

Documenti per la domanda di cittadinanza italiana [lista aggiornata 2021]

Ho scritto una guida dedicata alla Cittadinanza Italiana.
In questa pagina parliamo più nello specifico dei documenti 2021 per la domanda di cittadinanza italiana per matrimonio e per la domanda di cittadinanza italiana per residenza.

Se vuoi presentare la domanda di cittadinanza italiana, questo articolo fa al caso tuo! Guada il video!

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elenco documenti aggiornati per la cittadinanza italiana

Per chiedere la cittadinanza italiana, la tua domanda dovrà essere inviata online, mediante il nuovo portale informatizzato tramite il sito del Ministero dell’Interno.

Leggi anche l’articolo Consulta Pratica Cittadinanza.

Vediamo di seguito l’elenco completi dei documenti  per la cittadinanza per matrimonio e i documenti per la cittadinanza per residenza.

 

A) Documenti Cittadinanza Italiana MATRIMONIO

Ecco quali sono i documenti per la Cittadinanza italiana per Matrimonio. 

1. Marca da bollo da 16 Euro
2. Atto di nascita (tradotto)

L’estratto dell’atto di nascita deve contenere tutte le generalità del richiedente.

Questo documento deve essere tradotto e legalizzato dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato di provenienza del cittadino.

3. Certificato penale

Si tratta del certificato penale del Paese di origine. Questo certificato non è necessario se il cittadino è nato in Italia o se risiede nel nostro Paese da prima del compimento del 14° anno di età (il certificato deve essere legalizzato e tradotto come avvenuto per l’atto di nascita).

4. Fotocopia del passaporto o della carta di identità

È necessaria una fotocopia del passaporto o della carta di identità in corso di validità.

5. Fotocopia del permesso di soggiorno

È necessaria una fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità.

*i cittadini provenienti dall’UE dovranno invece richiedere e presentare il certificato di soggiorno permanente (viene rilasciato dal comune di residenza).

6. Atto integrale di matrimonio

L’atto integrale – o copia integrale – è una fotocopia autenticata dell’atto originale. Su questo documento sono riportate integralmente tutte le informazioni presenti nella pagina del registro di stato civile.

7. Copia del versamento del contributo di € 250,00

Bisogna effettuare un versamento di € 250,00 sul c/c n.809020 intestato a: Ministero Interno D.L.C.I. cittadinanza – con la causale: cittadinanza – contributo di cui all’art. 1 co. 12, legge 15 luglio 2009 n. 94. Copia della ricevuta di versamento va allegata alla documentazione.

8. Attestato di conoscenza della lingua italiana a livello non inferiore a B1, rilasciata da un istituto scolastico pubblico o parificato o da un ente certificatore

Certificato non necessario solo per i titolari di permesso di soggiorno UE di lungo periodo o per chi abbia sottoscritto un accordi di integrazione

9. Autocertificazioni stato di famiglia attuale e penale (condanne e procedimenti aperti)

I moduli per le autocertificazioni saranno consegnate dagli avvocati e dovranno essere compilate e firmate

10. Documento identificativo coniuge italiano e data del giuramento (se il coniuge è naturalizzato)

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B) Documenti Cittadinanza Italiana RESIDENZA

Ecco quali sono invece i documenti per la Cittadinanza italiana per Residenza. 

1. Marca da bollo da 16 Euro
2. Atto di nascita (tradotto)

L’estratto dell’atto di nascita deve contenere tutte le generalità del richiedente.

Questo documento deve essere tradotto e legalizzato dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello stato di provenienza del cittadino.

3. Certificato penale

Si tratta del certificato penale del Paese di origine. Questo certificato non è necessario se il cittadino è nato in Italia o se risiede nel nostro Paese da prima del compimento del 14° anno di età (il certificato deve essere legalizzato e tradotto come avvenuto per l’atto di nascita).

4. Fotocopia del passaporto o della carta di identità

È necessaria una fotocopia del passaporto o della carta di identità in corso di validità.

5. Fotocopia del permesso di soggiorno

È necessaria una fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità.

*i cittadini provenienti dall’UE dovranno invece richiedere e presentare il certificato di soggiorno permanente (viene rilasciato dal comune di residenza).

6. Documentazione completa dei certificati di residenza con lo storico (il buco di residenza è uno dei motivi per cui viene spesso respinta la domanda di cittadinanza).
7. Autocertificazioni stato di famiglia attuale e penale (condanne e procedimenti aperti)

I moduli per le autocertificazioni saranno consegnate dagli Avvocati e dovranno essere compilate e firmate.

8. Modello CU, Unico e Modello 730

A seconda della posizione lavorativa del richiedente, andranno presentati Modello CU, Unico e modello 730 relativi ai redditi percepiti negli ultimi 3 anni.

Colf, badanti e collaboratori domestici dovranno invece presentare l’estratto conto INPS.

In caso di impossibilità o insufficienza dei redditi degli ultimi tre anni, sarà possibile integrarlo, eventualmente, con il reddito di altri familiari conviventi con il richiedente.

9. Attestato di conoscenza della lingua italiana a livello non inferiore a b1, rilasciata da un istituto scolastico pubblico o parificato o da un ente certificatore stabilito dal Ministero.

Il certificato non è necessario solo se sei titolare di permesso di soggiorno UE di lungo periodo o sei hai sottoscritto un accordo di integrazione.

10. Copia del versamento del contributo di € 250,00

Bisogna effettuare un versamento di € 250,00 sul c/c n.809020 intestato a: Ministero Interno D.L.C.I. cittadinanza – con la causale: cittadinanza – contributo di cui all’art. 1 co. 12, legge 15 luglio 2009 n. 94. Copia della ricevuta di versamento va allegata alla documentazione.

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c) Atto di nascita e certificato penale per la domanda di cittadinanza

1. Atto di nascita comprensivo di tutte le generalità, anche dei genitori.

Per legge, questo documento, non ha scadenza. Può essere rilasciato sia in originale che in copia conforme.

Si ricorda che se l’interessato è nato da cittadini stranieri in Italia, e la nascita è stata regolarmente trascritta nei registri civili del relativo Comune, il suddetto certificato non è richiesto.

Altra nota importante (caso che si presenta spesso nella pratica): le donne che hanno acquisito il cognome del coniuge, devono allegare anche il certificato estero di matrimonio, rilasciato in qualsiasi data, in originale o copia conforme, e/o la dichiarazione del competente Consolato che certifica la discordanza.

Tale onere non occorre, laddove nel certificato sia indicato anche il cognome di nascita.

2. Certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza.

L’interessato deve ottenere un certificato che attesti di non avere precedenti penali nel suo Stato di origine, nonché negli altri Stati nei quali ha eventualmente risieduto a partire dall’età di 14 anni.

Questo documento, pertanto, non occorre nel caso in cui, al compimento del 14° anno di età, l’interessato avesse già la residenza legale in Italia e l’abbia sempre mantenuta.

Il certificato penale ha validità di sei mesi. Può essere prodotto in originale o copia conforme.

d) Legalizzazione o apostilla dei certificati stranieri per la cittadinanza

Le firme sui certificati formati all’estero da autorità estere per essere validi in Italia, devono essere legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero (cosiddetta legalizzazione diplomatica o consolare) competenti per lo Stato di provenienza, senza necessità di ulteriore legalizzazione (art. 33, comma 2, D.P.R. n. 445/2000) e devono essere debitamente tradotte in italiano (successivo comma 3), sempre fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali (Apostille  e accordi più favorevoli): le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane competenti possono essere individuate tramite   il database curato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale italiano .

La Prefettura-Ufficio territoriale del Governo provvede invece alla legalizzazione delle firme sugli atti e documenti da valere in Italia e rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente in Italia (art. 33, comma 4, D.P.R. n. 445/2000), sempre fatte salve le esenzioni dall’obbligo della legalizzazione stabilite da leggi o da accordi internazionali (Apostille  e accordi più favorevoli).

Deve comunque ammettersi la validità degli atti e documenti formati in uno Stato estero che presentino la legalizzazione diplomatica o consolare anche quando sarebbe stata possibile l’apposizione dell’Apostille  (mentre non è vero il contrario): in ogni caso, né la legalizzazione diplomatica o consolare né l’Apostille  inficiano la validità degli atti e documenti che sarebbero stati esenti da entrambe; deve altresì ammettersi la validità degli atti e documenti da valere in Italia e rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente in Italia, che presentino la legalizzazione prefettizia anche quando ne sarebbero stati esenti.

ATTENZIONE

La legalizzazione e l’Apostille non hanno scadenza (e dunque è superfluo apporne una seconda allo stesso atto o documento), mentre può averla l’atto o documento legalizzato o apostillato,  in base alle leggi dello Stato di destinazione.

e) Differenza tra legalizzazione e apostilla

Gli atti e documenti da far valere all’estero per poter essere utilizzati devono essere sottoposti a legalizzazione. Quest’ultima consiste nell’attestazione ufficiale della legale qualità di chi ha apposto la propria firma sopra atti, certificati, copie ed estratti, nonché dell’autenticità della firma stessa (D.P.R. 445/2000, Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

La differenza tra legalizzazione e apostille consiste sostanzialmente nel fatto che per la prima è necessario anche il passaggio del documento presso l’autorità consolare estera in Italia, mentre l’apostille salta questa fase e il documento è utilizzabile direttamente in tutti gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961.

Questa Convenzione ha stabilito, infatti, una procedura semplificata per la legalizzazione degli atti destinati all’estero. I documenti da far valere in un Paese straniero facente parte della Convenzione vengono autenticati tramite l’apposizione di una particolare attestazione ufficiale detta apostille. In questo modo viene attesta la veridicità della firma e della qualità del firmatario dell’atto.

La scelta tra legalizzazione e apostille dipende quindi unicamente dallo Stato estero di utilizzo. Se quest’ultimo aderisce alla Convenzione dell’Aja si dovrà ricorrere all’apostille, in alternativa alla legalizzazione con il successivo passaggio consolare.

f) Traduzione dei certificati stranieri per la cittadinanza

La traduzione dei certificati stranieri può avvenire in uno dei modi seguenti.

  • All’estero, dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane competenti per lo Stato di provenienza dei certificati, senza ulteriori adempimenti.
  • Da un notaio o altro pubblico funzionario dello Stato di provenienza, secondo le norme locali: in questo caso, anche le firme dei notai o funzionari preposti devono essere apostillate dalle autorità competenti: tale ulteriore onere non è previsto se i certificati sono stati formati in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Ungheria.
  • Direttamente in Italia, dalle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti per lo Stato di provenienza dei certificati: in questo caso, le firme dei funzionari consolari stranieri devono essere legalizzate in bollo dalle Prefetture. La legalizzazione non occorre se si tratta  delle rappresentanze diplomatiche o consolari di Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo, Moldova, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia.
  • Tramite interprete-traduttore in Italia. La traduzione, in questo caso, deve essere giurata. Il giuramento avviene dinanzi al cancelliere di qualsiasi ufficio giudiziario, senza ulteriori adempimenti.

I soli apolidi o rifugiati devono produrre una fotocopia del certificato di riconoscimento dello status di apolide o rifugiato ed esibire l’originale al momento della presentazione dell’istanza.

In assenza dell’atto di nascita, l’interessato deve produrre un atto di notorietà formato presso la Cancelleria di un qualsiasi ufficio giudiziario, con indicate le proprie generalità e quelle dei genitori.

Se a mancare, invece, è il certificato penale del Paese di origine (e degli eventuali Paesi terzi di residenza), l’interessato deve produrre una dichiarazione sostitutiva di certificazione, nella quale attesti, sotto la propria responsabilità, se ha riportato condanne penali e se ha procedimenti penali in corso.

 

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