Data ultimo aggiornamento: 17.04.2026
INDICE
- Come si presenta la domanda di nulla osta
- Domanda ricongiungimento familiare: le tempistiche
- Diniego nulla osta al ricongiungimento familiare
- Nulla osta e visto
- Cosa occorre fare una volta ottenuto il nulla osta, per il rilascio del visto d’ingresso per motivi familiari
- Quanto valle il nulla osta una volta rilasciato
- Cosa succede dopo l'ingresso in Italia del familiare
- La procedura prevista per il rilascio del nulla-osta e del visto si applica anche al partner dello stesso sesso unito civilmente al cittadino straniero
- Domanda ricongiungimento per straniero con protezione internazionale
- Hai bisogno di verificare se la domanda di ricongiungimento è stata impostata correttamente?
- Domande frequenti
- Approfondimenti sul ricongiungimento familiare
La domanda di ricongiungimento familiare è il passaggio con cui il cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia avvia formalmente il procedimento davanti allo Sportello Unico per l’Immigrazione.
Dal punto di vista pratico, questa fase non coincide ancora con il rilascio del nulla osta, ma consiste nell’invio telematico dell’istanza e degli allegati richiesti, da cui prende avvio l’istruttoria amministrativa.
In questa guida trovi come si presenta la domanda di nulla osta ricongiungimento familiare, quando si considera inviata, come si controlla lo stato della pratica e cosa aspettarsi nelle fasi successive.
La fase dell’invio telematico non è un passaggio meramente tecnico. Nel ricongiungimento familiare, infatti, molti problemi nascono proprio da una domanda predisposta male sin dall’origine: documenti caricati in modo incompleto, allegati non coerenti con il caso concreto, errori nell’individuazione del familiare da ricongiungere oppure utilizzo di documentazione formalmente non idonea.
Per questo motivo, prima ancora dell’inoltro sul portale, è essenziale verificare in modo ordinato titolo di soggiorno, requisiti reddituali, documentazione dell’alloggio e prova del rapporto familiare.
Come si presenta la domanda di nulla osta
La domanda di ricongiungimento familiare si presenta in via telematica tramite il Portale Servizi del Ministero dell’Interno, nell’area dedicata allo Sportello Unico per l’Immigrazione. L’accesso avviene con SPID o CIE.
La domanda deve essere indirizzata allo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura competente per il luogo di residenza o dimora del richiedente e deve essere corredata dalla documentazione relativa al titolo di soggiorno, al reddito, all’alloggio e al rapporto familiare. L’impianto documentale di base deriva dall’art. 6 del d.P.R. 394/1999 e dal sistema degli artt. 28 e 29 del Testo Unico Immigrazione.
Per la procedura generale, leggi anche ricongiungimento familiare in Italia.
Accesso al portale e autenticazione
L’accesso al portale avviene oggi tramite identità digitale. Per questo, prima di predisporre la pratica, è opportuno verificare che il richiedente disponga di credenziali funzionanti e che possa entrare regolarmente nell’area riservata del Portale Servizi.
Nella pratica, molti problemi non dipendono dal merito della domanda, ma da errori di accesso, account non utilizzabili, caricamento incompleto degli allegati o invio effettuato senza avere predisposto correttamente la documentazione.
Per i casi relativi a familiari di cittadino italiano, leggi anche ricongiungimento familiare cittadino italiano.
Dal punto di vista operativo, il richiedente deve poter accedere stabilmente alla propria area riservata, perché il Portale Servizi del Ministero dell’Interno non serve solo per l’invio iniziale, ma anche per verificare lo stato della pratica, leggere eventuali comunicazioni e gestire richieste istruttorie o integrazioni documentali.
Che cosa va verificato prima dell’invio
Prima di inviare la domanda, il richiedente deve verificare che la pratica sia completa sotto quattro profili essenziali:
- titolo di soggiorno idoneo;
- reddito sufficiente;
- alloggio correttamente documentato;
- prova del rapporto familiare.
L’invio della domanda senza questo controllo preventivo è uno degli errori più frequenti nella pratica del ricongiungimento familiare, perché espone la procedura a richieste di integrazione, preavvisi di rigetto o dinieghi che spesso nascono da una documentazione predisposta in modo non coerente.
Per verificare questi profili in modo separato, leggi anche requisiti ricongiungimento familiare, documenti per ricongiungimento familiare, redditi per ricongiungimento familiare e idoneità alloggiativa per ricongiungimento familiare.
Domanda ricongiungimento familiare: le tempistiche
Quando si considera inviata la domanda di ricongiungimento familiare
La domanda si considera presentata nel momento dell’inoltro telematico del modulo di richiesta e dei relativi allegati attraverso il Portale Servizi del Ministero dell’Interno. Da quel momento prende avvio il procedimento amministrativo
Entro quanto tempo dall’invio della domanda deve pervenire una risposta dallo Sportello Unico?
L’art. 29, comma 8, del Testo Unico Immigrazione prevede oggi che il termine per il rilascio del nulla osta sia di 150 giorni dalla presentazione della domanda. Nella pratica, però, il tempo effettivo può aumentare in presenza di richieste di integrazione, documentazione incompleta o criticità istruttorie.
Lo Sportello Unico, all’esito dell’istruttoria:
- può rilasciare il nulla osta;
- può inviare una richiesta di integrazione documentale;
- può comunicare un preavviso di rigetto;
- può adottare un provvedimento di diniego.
Per approfondire i requisiti e la checklist, leggi requisiti ricongiungimento familiare e documenti per ricongiungimento familiare.
Durante questa fase, il richiedente deve controllare regolarmente lo stato della pratica accedendo alla propria area riservata sul portale.
È proprio lì, infatti, che possono comparire richieste di integrazione, comunicazioni istruttorie, preavvisi di rigetto o aggiornamenti sul nulla osta.
Diniego nulla osta al ricongiungimento familiare
Se lo Sportello Unico ritiene che la domanda non possa essere accolta, può adottare un provvedimento negativo oppure, prima del diniego, inviare una comunicazione ostativa ai sensi dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990.
In questa fase è essenziale distinguere tra semplice richiesta di integrazione, preavviso di rigetto e vero e proprio diniego, perché i rimedi e i tempi di reazione non coincidono.
Per l’approfondimento dedicato, leggi preavviso rigetto ricongiungimento familiare: cosa fare? e rigetto ricongiungimento familiare: ricorso.
Se devi presentare la domanda di ricongiungimento familiare, se la pratica è stata bloccata da una richiesta di integrazione oppure se hai ricevuto un preavviso di rigetto o un diniego, il nostro studio può verificare la documentazione e impostare correttamente la strategia da seguire nel caso concreto.
Nulla osta e visto
Cosa occorre fare una volta ottenuto il nulla osta, per il rilascio del visto d’ingresso per motivi familiari
Dopo il rilascio del nulla osta, il provvedimento viene trasmesso in via telematica alla Rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente nel Paese di origine o di stabile residenza del familiare. A quel punto il familiare può avviare la fase della richiesta del visto di ingresso per motivi familiari.
Questa fase non deve essere sottovalutata, perché il rilascio del nulla osta non conclude ancora la procedura. Dopo la trasmissione alla sede diplomatica o consolare italiana competente, il familiare dovrà infatti attivarsi per la richiesta del visto di ingresso per motivi familiari, con la documentazione prevista nel caso concreto.
Quanto valle il nulla osta una volta rilasciato
Una volta rilasciato, il nulla osta al ricongiungimento familiare deve essere utilizzato entro 6 mesi.
Questo significa che il familiare da ricongiungere deve attivarsi entro quel termine per richiedere il visto per ricongiungimento familiare presso l’autorità consolare italiana competente.
Il rilascio del nulla osta, quindi, non conclude la procedura: apre la fase consolare e deve essere seguito tempestivamente, altrimenti il percorso rischia di interrompersi o complicarsi.
Per il passaggio successivo e per i documenti richiesti nella fase consolare, leggi anche visto per ricongiungimento familiare.
Cosa succede dopo l’ingresso in Italia del familiare
Dopo l’ingresso in Italia con il visto per ricongiungimento familiare, il familiare deve attivarsi entro 8 giorni dall’ingresso per la fase successiva del soggiorno.
Nel ricongiungimento ordinario, il primo riferimento operativo è lo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura competente. Se il sistema consente la prenotazione, il familiare deve seguire quella procedura. Se invece non ci sono appuntamenti disponibili entro gli 8 giorni oppure il portale non consente di completare il passaggio, occorre inviare una PEC allo Sportello Unico.
Se la convocazione non arriva, bisogna procedere con il kit postale per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari, allegando la prova dell’invio della PEC.
Dal punto di vista pratico, questo è uno dei passaggi in cui più facilmente si verificano ritardi o errori, perché il rilascio del visto non conclude il procedimento: apre la fase di regolarizzazione del soggiorno in Italia.
La procedura prevista per il rilascio del nulla-osta e del visto si applica anche al partner dello stesso sesso unito civilmente al cittadino straniero
La disciplina, dopo l’equiparazione introdotta in materia di unioni civili, va letta in coerenza con la normativa vigente sul diritto all’unità familiare e con il quadro antidiscriminatorio applicabile.
Domanda ricongiungimento per straniero con protezione internazionale
Com’è disciplinata la domanda presentata da straniero titolare di permesso per asilo politico/protezione sussidiaria?
Per i titolari di protezione internazionale, il ricongiungimento familiare segue una disciplina più favorevole rispetto a quella ordinaria. In particolare, l’art. 29-bis del Testo Unico Immigrazione prevede regole speciali che incidono anche sui requisiti documentali e, in alcuni casi, sull’applicazione dei requisiti di reddito e alloggio.
Per questo motivo, quando il richiedente è titolare di protezione, la domanda non va trattata come una pratica ordinaria e richiede una verifica separata della documentazione da allegare.
Per questo motivo, quando il richiedente è titolare di protezione internazionale, la pratica non deve essere impostata replicando automaticamente la procedura ordinaria, ma verificando in modo autonomo quali requisiti continuino a rilevare e quali, invece, seguano una disciplina speciale.
Hai bisogno di verificare se la domanda di ricongiungimento è stata impostata correttamente?
La domanda di ricongiungimento familiare non è un semplice caricamento di moduli sul portale. È la fase in cui si decide se la pratica parte nel modo corretto oppure se si espone a richieste di integrazione, preavviso di rigetto o diniego.
Nel mio studio mi occupo di diritto dell’immigrazione e assisto cittadini stranieri e famiglie nella verifica dei requisiti, dei documenti, del reddito, dell’alloggio, dell’invio telematico sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno e nella gestione delle fasi successive fino al nulla osta e al visto.
Se vuoi verificare se la domanda è stata impostata correttamente o se la pratica si è bloccata dopo l’invio, puoi contattarmi per una consulenza legale e chiarire subito il passo successivo da fare.
Domande frequenti
A chi va indirizzata la domanda di ricongiungimento familiare?
La domanda deve essere indirizzata allo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura competente per il luogo di residenza o dimora del richiedente.
Quanto tempo ci vuole per la risposta alla domanda di ricongiungimento familiare?
Il termine di legge per il rilascio del nulla osta è oggi di 150 giorni dalla presentazione della domanda, ma nella pratica i tempi possono aumentare in caso di integrazioni o problemi documentali.
Dopo l’ingresso in Italia bisogna andare in Prefettura o fare il kit postale?
Dipende dalla fase concreta della procedura.
Nel ricongiungimento ordinario, dopo l’ingresso occorre attivarsi entro 8 giorni davanti allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente. Se non ci sono date disponibili oppure il sistema non consente di completare la procedura, bisogna inviare una PEC e, se la convocazione non arriva, procedere con il kit postale per richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari.
Quando si considera presentata la domanda di ricongiungimento familiare?
La domanda si considera presentata nel momento dell’inoltro telematico del modulo e degli allegati sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno.
La domanda si presenta ancora con registrazione e password oppure serve SPID?
L’accesso al portale avviene oggi tramite SPID o CIE.
Cosa succede se la domanda è incompleta?
Lo Sportello Unico può richiedere integrazioni documentali, inviare un preavviso di rigetto oppure adottare un provvedimento negativo, a seconda delle criticità rilevate in istruttoria.
Dopo la domanda, come si controlla lo stato della pratica?
Lo stato della pratica si controlla accedendo alla propria area riservata sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno.
Approfondimenti sul ricongiungimento familiare
Per approfondire i singoli aspetti della domanda, leggi anche:
- ricongiungimento familiare in Italia
- requisiti ricongiungimento familiare
- documenti per ricongiungimento familiare
- nulla osta ricongiungimento familiare
- ricongiungimento familiare: quanto tempo ci vuole?
- visto per ricongiungimento familiare
- preavviso rigetto ricongiungimento familiare: cosa fare?
- rigetto ricongiungimento familiare: ricorso
Questo articolo è stato scritto da:
Avvocato del Foro di Forlì-Cesena • Fondatore e Titolare del sito avvocatofrancescolombardini.it
CONDIVIDI