Fasi Cittadinanza Italiana

fasi cittadinanza italiana

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Fasi cittadinanza italiana

Nell’articolo di oggi parliamo delle nuove fasi della Cittadinanza Italiana.

Dal 2019 sono cambiate le fasi della cittadinanza italiana: ma quali sono?

Quante sono nel 2022 le fasi della pratica di cittadinanza?

Scopriamolo insieme le 7 nuove fasi della Cittadinanza Italiana. Continua a leggere!

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Indice

Ti ho già parlato della cittadinanza italiana e di come inviare la domanda di cittadinanza italiana e in questo articolo voglio spiegarti come controllare la tua domanda di cittadinanza italiana in base alla fase in cui ti trovi.

Per verificare le fasi della cittadinanza italiana, occorre accedere al portale del Ministero e consultare la domanda di cittadinanza.

Per accedere a tale servizio è necessario inserire il nome utente e la password dello SPID utilizzati nella compilazione e l’invio della domanda di cittadinanza. 

Conosci il nuovo portale per inviare online la domanda di cittadinanza? Leggi l’articolo che ho realizzato!

Dopo l’accesso all’area riservata, si può verificare lo stato di avanzamento della propria pratica scegliendo la sezione cittadinanza. 

In quest’area è possibile visualizzare lo stato della domanda ma anche consultare le eventuali comunicazioni: ogni indicazione riguardo alla pratica verrà inserita in questa sezione. 

fasi cittadinanza italiana

Per effettuare correttamente l’accesso all’area personale (se avevi presentato la domanda con l’email e la password, quindi senza utilizzare lo SPID) è necessario prima associare la pratica di cittadinanza italiana: scopri ora come fare! 

Le 7 nuove fasi della cittadinanza italiana

Quali sono le fasi della pratica di cittadinanza?

FASE 1/2: “sono in corso verifiche istruttorie sugli elementi acquisiti relativi a chiarimenti e integrazioni con altri uffici coinvolti nel procedimento“. 

Vecchia [fase 1] “Gli accertamenti di competenza dell’Ufficio Periferico sono stati avviati”. Vecchia [fase 2] “Gli accertamenti di competenza dell’ufficio periferico sono in via di definizione”.

Questa fase della cittadinanza rappresenta la fase iniziale che spesso è presente in tutte le domande di cittadinanza italiana, anche dopo diverso tempo (a volte anche anni) dall’invio della richiesta.

Infatti quasi tutte le domande di cittadinanza che si trovano in questa fase dopo diverso tempo richiedono un sollecito legale della pratica, al fine di velocizzare la domanda di cittadinanza italiana e stimolare il passaggio alle successive fasi.

Questa fase rappresenta uno degli step più importanti in quanto dalla verifica dei documenti e dalla situazione attuale e concreta (reddito, residenza, situazione penale anche dei familiari) del soggetto richiedente dipende l’accoglimento o il rigetto della domanda.

FASE 3: “sono stati acquisiti elementi istruttori e cognitivi, oggetto di necessari accertamenti utili alla definizione del procedimento”.

Vecchia [fase 3] “L’istruttoria si è completata, l’Ufficio Centrale Cittadinanza sta procedendo alla valutazione complessiva degli elementi informativi”. “è avviata l’istruttoria degli uffici centrali” “E’ avviata l’istruttoria degli uffici competenti”.

Questa è la fase della cittadinanza che troviamo in una pratica di cittadinanza ben seguita e monitorata, anche a distanza di poco tempo dall’invio della domanda e che solitamente segue al sollecito legale della domanda di cittadinanza italiana. 

FASE 4: “sono stati acquisiti tutti gli elementi informativi necessari; la pratica è in fase di valutazione“.

Questa fase della cittadinanza è molto importante, perché rappresenta l’inizio delle valutazioni e dei pareri necessari dei vari uffici coinvolti e contiene le valutazioni e i pareri necessari emessi dai vari uffici ed organismi che sono stati coinvolti nel procedimento amministrativo.

Il parere più importante è quello emesso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza: infatti non è possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è considerati come un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza della Repubblica.

Questo significa che, nel caso in cui il soggetto dovesse essere stato segnalato, molto probabilmente il parere del Dipartimento della PS sarà negativo con conseguente automatico rigetto della richiesta

FASE 5: “la procedura relativa alla pratica in questione è conclusa e il relativo provvedimento è stato inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni“.

Vecchia [fase 5] “Sono stati acquisiti i pareri necessari. Il decreto di concessione è agli organi competenti per la firma”

Questa fase, invece, rappresenta la fine della fase precedente e indica che le valutazioni dei vari uffici sono terminate e i vari pareri sono stati trasmessi agli organi competenti.

Attenzione: non significa che la domanda è andata a buon fine, infatti il provvedimento potrebbe essere anche negativo a fronte dei pareri forniti dai vari uffici coinvolti.

FASE 6: “l’istruttoria si è conclusa favorevolmente; è in corso di trasmissione il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica. Se risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare“.

Questa fase rappresenta che la pratica di cittadinanza si è conclusa e l’esito della domanda è positiva.

FINALMENTE LA CITTADINANZA ITALIANA E’ STATA CONCESSA ED IL DECRETO DI CONCESSIONE E’ STATO FIRMATO!

Se il richiedente risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare, se invece è residente in Italia verrà notificato dalla Prefettura.

FASE 7: “pratica definita; arriverà una comunicazione dalla prefettura/consolato”.

Vecchia [fase 7] “Il decreto di concessione è stato firmato; sarà contattato dalla Prefettura per la notifica del provvedimento e dopo la notifica dovrà recarsi presso il Comune di residenza per il giuramento. Se risiede all’estero sarà contattato dall’Autorità consolare competente”.

La fase 7 è l’ultima fase, quella finale.

La pratica di cittadinanza è stata concessa e l’ufficio competente si occuperà di curarne la notifica all’interessato.

Questo significa che dovrà essere notificato il provvedimento di concessione al richiedere tramite la Prefettura competente.

Nel portale, quindi, arriverà la comunicazione con l’indicazione dell’appuntamento per recarsi in Prefettura a ritirare il decreto di concessione.

Ritirato il decreto di concessione della della cittadinanza italiana il richiedente dovrà recarsi al Comune di residenza per fissare l’appuntamento per il giuramento (entro 6 mesi dalla notifica del decreto).

Il giuramento rappresenta la fase finale  e conclusiva della cittadinanza italiana che deve essere fatto entro 6 mesi dalla data di notifica del decreto di concessione.

In mancanza di quest’ultimo, infatti, non è possibile procedere alla concessione della cittadinanza!

L’art. 10 della Legge 91/92 stabilisce che: “il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”.

All’appuntamento in Comune dovrai portare con te l’atto di nascita e il decreto di concessione della cittadinanza italiana.

Quanto durano le fasi della cittadinanza italiana?

La legge non prevede un termine di durata per ogni singola fase della richiesta di cittadinanza, ma indica solamente un termine massimo di 24 mesi per le nuove domande presentate dopo il 20 dicembre 2020, ovvero di 48 mesi per le vecchie domande (cittadinanza italiana in quanto tempo? 24 mesi la nuova legge) entro il quale il Ministero dell’Interno deve decidere e quindi emettere il decreto di concessione o di  rigetto della cittadinanza.

Quanto può durare la fase 5?

Nonostante non sia previsto un termine di legge per esperienza posso indicare la durata delle fasi più importanti della cittadinanza italiana.

Nello specifico la quinta fase della cittadinanza, come ho spiegato sopra, significa che “La procedura relativa alla pratica in questione è conclusa ed il relativo provvedimento è stato inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni”.

La fase 5, solitamente e in media, dura circa 2-3 mesi, anche se attualmente si stanno verificando molti ritardi e quindi anche il tempo di questa fase sta aumentando.

Quanto dura la fase 7?

Anche in questo caso dipende.

La fase 7 rappresenta l’ultimo step delle fasi della cittadinanza e dipende molto dalla città in cui ti trovi e quindi dalla Prefettura di competenza. 

Attualmente la durata della fase 7 è di circa 4/5 mesi.

Una volta arrivati alla fase 7 è possibile che ci possa essere il rigetto? O è stata accettata?

E’ ancora possibile che la domanda venga respinta, soprattutto se hai già ricevuto un preavviso di diniego della cittadinanza italiana (cioè un 10 bis).

Come funziona il procedimento di decisione sulla domanda di cittadinanza italiana e le singole fasi?

1. Avvio del procedimento di cittadinanza da parte della Prefettura

Il regolamento di esecuzione della legge sulla cittadinanza (art.4, comma 4, DPR 572/93) prevede che la domanda insieme ai documenti venga trasmessa al Ministero entro 30 giorni dalla presentazione.

Riceverai dalla Prefettura una comunicazione sul portale online e il codice identificativo dell’istanza, il codice K10. 

Questo codice della cittadinanza italiana è necessario per avere informazioni sulla pratica e per controllare sul sito del Ministero dell’Interno, ma anche per avere informazioni sullo stato della tua domanda e per effettuare un sollecito della richiesta di cittadinanza italiana.

2. Inserimento dati nel SICITT - CIVES della domanda di cittadinanza

SICITT significa Sistema Informativo Cittadinanza, un sistema interattivo comune a Prefettura, Questura, Ministero della Giustizia, Dipartimento Pubblica Sicurezza, Ministero – Dipartimento Libertà Civili Immigrazione- Direzione Centrale Cittadinanza, in cui viene inserita la domanda da parte della Prefettura e che raccoglie tutti gli elementi utili alla valutazione dell’istanza in fase di istruttoria, i rapporti informativi e i pareri espressi dagli enti, trasmessi telematicamente.

Dal 13 gennaio 2021 il nuovo sistema CIVES il Ministero dell’Interno ha reso noto che il sistema informatico di gestione delle istanze di cittadinanza attualmente in uso (“SICITT“) verrà bloccato per consentire l’avvio dal 13 gennaio 2021 del nuovo sistema (“CIVES“).

3. L’istruttoria della domanda di cittadinanza: la raccolta dei pareri

Questa è la fase più lunga in quanto prevede la raccolta di dati e informazioni, spesso riservate, verifiche e pareri degli enti trasmessi telematicamente al SICITT/CIVES, che poi verranno valutati dal Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Direzione Centrale Cittadinanza, al fine di predisporre l’eventuale decreto di concessione della cittadinanza.

E’ una fase estremamente delicata e importante, poiché dalla raccolta dati, dalla tipologia di informazioni trasmesse e dalla loro valutazione dipende l’esito positivo dell’istanza o il suo rigetto.

4. Il rapporto informativo della Questura nella richiesta di cittadinanza

Inserita la domanda vengono effettuate le prime fondamentali verifiche istruttorie presso i Comuni indicati nella domanda, per verificare la residenza continuativa e presso il casellario per verificare la presenza di eventuali condanne penali.

Viene inoltre chiesto alle forze dell’ordine, Questura e Carabinieri, di effettuare le verifiche approfondite in base alla tipologia di domanda di cittadinanza e predisporre un rapporto informativo su elementi riguardanti: la regolarità del soggiorno, la sicurezza, il tuo grado d’integrazione, l’effettiva residenza, il nucleo familiare.

Più precisamente i controlli riguardano:

1. per la richiesta ai sensi art. 5: cittadinanza per matrimonio:

  • la regolarità dell’ingresso;
  • il soggiorno e la residenza legale in Italia;
  • l’effettiva convivenza con il coniuge;
  • i procedimenti penali a carico dell’interessato e/o pendenti;

2. per la richiesta ai sensi dell’art. 9: cittadinanza per residenza:

  • la regolarità dell’ingresso;
  • il soggiorno e la residenza legale e continuativa;
  • i procedimenti penali a tuo carico;
  • il “grado d’integrazione

Per valutare il grado di integrazione nello Stato Italiano ai fini della concessione delle cittadinanza italiana si tiene conto di:

  • sufficiente conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali dell’ordinamento italiano;
  • posizione lavorativa e reddituale;
  • rispetto dell’obbligo scolastico per i figli minori, la scuola e la classe frequentata
  • tipologia dell’alloggio, con indicazione della sua idoneità in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare, se la casa è di proprietà o in affitto, e se il proprietario o titolare del contratto è lo stesso richiedente la cittadinanza;
  • prove di attività socialmente utili: volontariato, protezione civile…

Controllo dei reati commessi dai familiari

Vi sono poi una serie di controlli d’ufficio che riguardano la condotta del richiedente e dei suoi familiari (ad esempio se i familiari hanno commesso dei reati potreste non ottenere la cittadinanza italiana). 

Si tratta di informazioni riservate in possesso delle forze dell’Ordine e riguardano i comportamenti rilevanti nel corso di tutto il periodo di soggiorno in Italia. 

Se i tuoi familiari hanno commesso dei rati potresti vederti rifiutata la domanda di cittadinanza italiana.

Per questo motivo affidati ad un Avvocato immigrazione e attiva subito la riabilitazione penale per i tuoi familiari.

5. Il Ministero della Giustizia

Come previsto dalla normativa vigente sulla semplificazione, non devono più essere certificati i dati in possesso della pubblica amministrazione e i certificati penali italiani non vanno più allegati domanda online (e’ sufficiente un’autocertificazione online).

Attenzione a dichiarare informazioni errate o incomplete, perché se risultano poi false si rischia una denuncia penale per il reato di falso e quindi anche un rigetto della domanda di cittadinanza italiana. 

Le informazioni sui trascorsi penali e sui carichi pendenti in Italia vengono trasmesse per via telematica direttamente dal Tribunale competente, su richiesta della Prefettura e contengono rilievi accurati su tutti i trascorsi penali, anche se estinti o prescritti, a carico del richiedente.

Oltre ai casi ostativi previsti dalla legge, può avere un certo rilievo la presenza di condanne penali sia pure minime, o con pene pecuniarie sostitutive, o l’essere stati indagati per fatti che poi non hanno esitato in un vero processo, ma che indicano il ripetersi di comportamenti asociali e possono denotare uno scarso grado d’integrazione.

In questo caso è fondamentale procedere con la riabilitazione penale.

6. Il parere della Prefettura

Dopo aver effettuato la prima e fondamentale raccolta di informazioni, rapporti e verifiche, la Prefettura è chiamata ad esprimere una valutazione complessiva circa i risultati dei controlli ed esprimere il proprio parere in merito alla situazione del richiedente.

Tale “parere” viene inserito nel SICITT -CIVES e può essere determinante per i successivi passaggi della pratica.

7. Il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Un ultimo e fondamentale passaggio dell’istruttoria è il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: non è infatti possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è considerati un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato.

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno dispone in proposito di una banca dati aggiornata, in cui sono raccolte tutte le segnalazioni in materia effettuate dall’autorità di PS.

In particolare la Direzione Centrale della Polizia Criminale, ufficio cardine del Dipartimento, si occupa del coordinamento delle investigazioni di polizia giudiziaria a livello nazionale; della raccolta e analisi delle informazioni connesse alle fenomenologie criminali più rilevanti e della cooperazione internazionale con i paesi esteri nella lotta al crimine organizzato, con reciproco scambio di informazioni.

Ha la più elevata competenza in merito a questioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, in quanto in possesso di informazioni aggiornate sui movimenti criminali transnazionali e sui gruppi eversivi o collegati al terrorismo internazionale.

Le informazioni di cui è in possesso il Dipartimento sono altamente riservatecoperte dal segreto di Stato.

Può esprimere pareri sulla potenziale pericolosità del richiedente, valutata discrezionalmente sulla base delle segnalazioni di cui è in possesso.

8. Valutazione documentazione acquisita

Ultimata la fase istruttoria, la pratica passa alla valutazione del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione-Direzione Centrale Cittadinanza del Ministero e, nel caso di richiesta art. 9 (cittadinanza italiana per residenzase sono soddisfatti i requisiti di residenza continuativa, reddito, integrazione sociale, assenza di precedenti penali e di motivi ostativi per la sicurezza, viene espressa una valutazione positiva.

9. Provvedimento concessione cittadinanza

In caso di valutazione positiva, sentito il Consiglio di Stato, il decreto di concessione della cittadinanza ai sensi art. 9 L.91/92 viene predisposto dal Ministero dell’Interno – DLCI e inviato alla firma del Presidente della Repubblica.

10. Notifica provvedimento concessione cittadinanza

I regolamenti di attuazione DPR 572/93 e DPR 672/94 prevedono la trasmissione e notifica dei provvedimenti al richiedente, con due diverse tempistiche.


L’art. 7, comma 1 del DPR 572/93 stabilisce che:

la notifica del conferimento della cittadinanza deve essere effettuata dall’autorità competente ai sensi dell’art.23 entro novanta giorni dalla ricezione del decreto medesimo”;

l’art. 4, comma 1 del DPR 362/94 chiarisce:

“ai fini previsti dall’art 7 del DPR 12/10/1993, n° 572, il decreto del Ministro è immediatamente trasmesso all’autorità che ha ricevuto la domanda (la Prefettura). Quest’ultima ne cura la notifica all’interessato entro i successivi 15 giorni.”

Una volta comunicato sul sito che il decreto è in via di trasmissione i tempi devono essere brevi e la notifica da parte delle Prefetture veloce.
Eventuali ritardi di una certa importanza non trovano riscontro né giustificazione nella normativa vigente
.

In questo caso può essere opportuno un sollecito legale o una diffida legale (a seconda del tempo trascorso).  

11. Giuramento entro sei mesi dalla notifica

A partire dalla data di notifica del decreto di concessione al richiedente, vi sono sei mesi di tempo per procedere al giuramento presso il Comune di residenza, in mancanza del quale non può darsi luogo alla concessione della cittadinanza:

“il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.”

art.10, L.91/92

Successivamente l’ufficiale di stato civile del Comune provvederà a tutti gli adempimenti previsti:

  • rilascerà la carta d’identità con indicazione della cittadinanza,
  • copia del verbale di giuramento,
  • copia del decreto di concessione della cittadinanza,
  • richiederà il passaporto italiano all’autorità competente,
  • trascriverà tutti gli atti inerenti la cittadinanza nel registro di stato civile.

Conclusioni fasi cittadinanza

Nell’articolo di oggi abbiamo parlato delle nuove fasi della cittadinanza Italiana e di tutti gli step necessari per arrivare alla fase finale.

Se sono passati diversi mesi, o anche anni, da quando hai presentato la domanda di cittadinanza italiana e sei ancora fermo sempre alla stesa fase, posso aiutarti attraverso la pratica di sollecito cittadinanza.

So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
Ti accompagnerò, passo dopo passo, nel giusto percorso per ottenere quello di cui hai bisogno.

Cosa aspetti?

PERMETTIMI DI ASSISTERTI

SONO QUI PER AIUTARTI!

Questo articolo è stato scritto da:

AVV. FRANCESCO LOMBARDINI

Avvocato del Foro di Forlì-Cesena • Fondatore e Titolare del sito avvocatofrancescolombardini.it 

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