Fasi Cittadinanza Italiana

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Nell’articolo di oggi parliamo delle Fasi della Cittadinanza Italiana.

Dal 2019 infatti, sono cambiate le fasi della cittadinanza italiana: ma quali sono?

Scopriamolo insieme.

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Indice

Ti ho già parlato della Cittadinanza Italiana e di Come inviare la domanda di cittadinanza italiana e in questo articolo voglio spiegarti come capire a che punto si trova la tua domanda di cittadinanza italiana in base alla fase in cui ti trovi.

Per verificare le fasi della cittadinanza italiana, occorre accedere al portale e consultare la domanda di cittadinanza.

Per accedere a tale servizio è necessario inserire il nome utente e la password dello SPID utilizzati nella compilazione e l’invio della domanda di cittadinanza. 

Se non sai di cosa sto parlando ti consiglio la lettura di questo articolo. 

So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
Ti accompagnerò, passo dopo passo, nel giusto percorso per ottenere quello di cui hai bisogno.

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Dopo l’accesso all’area riservata, si può verificare lo stato di avanzamento della propria pratica scegliendo la sezione cittadinanza. 

In quest’area è possibile visualizzare lo stato della domanda ma anche consultare le eventuali comunicazioni: ogni indicazione riguardo la pratica verrà inserita in questa sezione. 

fasi cittadinanza italiana

Per effettuare correttamente l’accesso all’area personale (se avevi presentato la domanda con l’email e la password, quindi senza utilizzare lo SPID) è necessario prima associare la pratica di cittadinanza italiana: scopri ora come fare! 

Le fasi della cittadinanza italiana

Quali sono le fasi della pratica di cittadinanza?

Fase 1/2sono in corso verifiche istruttorie sugli elementi acquisiti relativi a chiarimenti e integrazioni con altri uffici coinvolti nel procedimento

Questa rappresenta la fase iniziale che più spesso è però presente in tutte le domande di cittadinanza italiana anche dopo diverso tempo (anche anni purtroppo) dall’invio. Infatti quasi tutte le domande di cittadinanza che si trovano in questa fase dopo diverso tempo richiedono un sollecito legale della pratica, al fine di velocizzare la domanda di cittadinanza italiana e stimolare il passaggio alle successive fasi.

Fase 3: sono stati acquisiti elementi istruttori e cognitivi, oggetto di necessari accertamenti utili alla definizione del procedimento.

Questa è solitamente la fase che troviamo in una pratica di cittadinanza ben seguita e monitorata, anche a distanza di poco tempo dall’invio della domanda, e che solitamente segue il sollecito legale della domanda di cittadinanza italiana. 

Fase 4sono stati acquisiti tutti gli elementi informativi necessari; la pratica è in fase di valutazione.

Questa fase è molto importante, perché rappresenta l’inizio delle valutazioni e dei pareri necessari dei vari uffici coinvolti.

Fase 5: la procedura relativa alla pratica in questione è conclusa e il relativo provvedimento è stato inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni.

Questa fase, invece, rappresenta la fine della fase precedente e indica che le valutazioni dei vari uffici sono terminate e i vari pareri sono stati trasmessi agli organi competenti.

Attenzione: non significa che la domanda è andata a buon fine, infatti il provvedimento potrebbe essere anche negativo a fronte dei pareri forniti dai vari uffici coinvolti.

Fase 6: l’istruttoria si è conclusa favorevolmente; è in corso di trasmissione il provvedimento di concessione alla Prefettura che ne curerà la notifica. Se risiede all’estero, il decreto sarà inviato all’Autorità Consolare.

Questa fase invece ci indica che la pratica è terminata e l’esito della domanda è positiva.

La cittadinanza è stata concessa!

Fase 7pratica definita; arriverà una comunicazione dalla prefettura/consolato.

Ecco la fase finale. La pratica di cittadinanza è stata concessa e l’ufficio competente si occuperà di curarne la notifica all’interessato. Questo significa che presto arriverà il provvedimento di concessione, per poi recarsi al Comune di residenza per richiedere il giuramento! 

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Avvio del procedimento da parte della Prefettura

Il regolamento di esecuzione della legge sulla cittadinanza (art.4, comma 4, DPR 572/93) prevede che la domanda insieme ai documenti venga trasmessa al Ministero entro 30 giorni dalla presentazione.

Riceverai dalla Prefettura una comunicazione sul portale online e il codice identificativo dell’istanza, il codice K10. Tale codice è necessario per avere informazioni sulla tua pratica e seguirla sul sito del Ministero dell’Interno, ma anche per avere informazioni sullo stato della tua domanda.

Inserimento dati nel SICITT: cittadinanza

SICITT significa Sistema Informativo Cittadinanza, un sistema interattivo comune a Prefettura, Questura, Ministero della Giustizia, Dipartimento Pubblica Sicurezza, Ministero – Dipartimento Libertà Civili Immigrazione- Direzione Centrale Cittadinanza, in cui viene inserita la domanda da parte della Prefettura e che raccoglie tutti gli elementi utili alla valutazione dell’istanza in fase di istruttoria, i rapporti informativi e i pareri espressi dagli enti, trasmessi telematicamente.

L’istruttoria: la raccolta dei pareri

Questa è la fase più lunga in quanto prevede la raccolta di dati e informazioni, spesso riservate, verifiche e pareri degli enti trasmessi telematicamente al SICITT, che poi verranno valutati dal Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Direzione Centrale Cittadinanza, al fine di predisporre l’eventuale decreto di concessione della cittadinanza.

E’ una fase estremamente delicata e importante, poiché dalla raccolta dati, dalla tipologia di informazioni trasmesse e dalla loro valutazione dipende l’esito positivo dell’istanza o il suo rigetto.

Il rapporto informativo della Questura

Inserita la domanda vengono effettuate le prime fondamentali verifiche: presso i Comuni indicati nella domanda, per quanto riguarda la residenza continuativa e presso il Casellario per le condanne penali.

Viene inoltre chiesto alle forze dell’ordine, Questura e Carabinieri, di effettuare le verifiche approfondite in base alla tipologia di domanda di cittadinanza e predisporre un rapporto informativo su elementi riguardanti: la regolarità del soggiorno, la sicurezza, il tuo grado d’integrazione, l’effettiva residenza, il nucleo familiare, etc.

In dettaglio:

per la richiesta ai sensi art. 5, ovvero cittadinanza per matrimonio

i controlli riguarderanno prevalentemente:

▪ la regolarità dell’ingresso;
▪ il soggiorno e la residenza legale in Italia;
▪ l’effettiva convivenza con il coniuge;
▪ i procedimenti penali a carico dell’interessato e/o pendenti;

per la richiesta ai sensi dell’art. 9, cittadinanza per residenza

il controllo sarà più dettagliato e comprenderà:

▪ la regolarità dell’ingresso
▪ il soggiorno e la residenza legale e continuativa;
▪ i procedimenti penali a tuo carico;

  • il “grado d’integrazione

Per valutare il grado di integrazione nello Stato Italiano ai fini della concessione delle cittadinanza italiana si tiene conto di:

  • sufficiente conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali dell’ordinamento italiano;
  • posizione lavorativa e reddituale;
  • rispetto dell’obbligo scolastico per i figli minori, la scuola e la classe frequentata
  • tipologia dell’alloggio, con indicazione della sua idoneità in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare, se la casa è di proprietà o in affitto, e se il proprietario o titolare del contratto è lo stesso richiedente la cittadinanza;
  • prove di attività socialmente utili: volontariato, protezione civile, etc.

ATTENZIONE!!!

Vi sono poi una serie di controlli d’ufficio che riguardano la condotta del richiedente e dei suoi familiari (ad esempio se i familiari hanno commesso dei reati potreste non ottenere la cittadinanza italiana). Si tratta di informazioni riservate in possesso delle forze dell’Ordine e riguardano i comportamenti rilevanti nel corso di tutto il periodo di soggiorno in Italia. 

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Il Ministero della Giustizia

Come previsto dalla normativa vigente sulla semplificazione, non devono più essere certificati i dati in possesso della pubblica amministrazione, e i certificati penali italiani non vanno più allegati domanda online.

Le informazioni sui trascorsi penali e sui carichi pendenti in Italia vengono trasmesse per via telematica direttamente dal Tribunale competente, su richiesta della Prefettura, e contengono rilievi accurati su tutti i trascorsi penali, anche se estinti o prescritti, a carico del richiedente.

Oltre ai casi ostativi previsti dalla legge, può avere un certo rilievo la presenza di condanne penali sia pure minime, o con pene pecuniarie sostitutive, o l’essere stati indagati per fatti che poi non hanno esitato in un vero processo, ma che indicano il ripetersi di comportamenti asociali e possono denotare uno scarso grado d’integrazione.

In questo caso è fondamentale procedere con la riabilitazione penale.

Il parere della Prefettura

Dopo aver effettuato la prima e fondamentale raccolta di informazioni, rapporti e verifiche, la Prefettura è chiamata ad esprimere una valutazione complessiva circa i risultati dei controlli ed esprimere il proprio parere in merito alla situazione del richiedente.

Tale “parere” viene inserito nel SICITT e può essere determinante per i successivi passaggi della pratica.

Il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Un ultimo e fondamentale passaggio dell’istruttoria è il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: non è infatti possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è considerati un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato.

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno dispone in proposito di una banca dati aggiornata, in cui sono raccolte tutte le segnalazioni in materia effettuate dall’autorità di PS.

In particolare la Direzione Centrale della Polizia Criminale, ufficio cardine del Dipartimento, si occupa del coordinamento delle investigazioni di polizia giudiziaria a livello nazionale; della raccolta e analisi delle informazioni connesse alle fenomenologie criminali più rilevanti e della cooperazione internazionale con i paesi esteri nella lotta al crimine organizzato, con reciproco scambio di informazioni.

Ha la più elevata competenza in merito a questioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, in quanto in possesso di informazioni aggiornate sui movimenti criminali transnazionali e sui gruppi eversivi o collegati al terrorismo internazionale.

Le informazioni di cui è in possesso il Dipartimento sono altamente riservatecoperte dal segreto di Stato.

Può esprimere pareri sulla potenziale pericolosità del richiedente, valutata discrezionalmente sulla base delle segnalazioni di cui è in possesso.

Valutazione documentazione acquisita

Ultimata la fase istruttoria, la pratica passa alla valutazione del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione-Direzione Centrale Cittadinanza del Ministero e, nel caso di richiesta art. 9 (cittadinanza italiana per residenza) se sono soddisfatti i requisiti di residenza continuativa, reddito, integrazione sociale, assenza di precedenti penali e di motivi ostativi per la sicurezza, viene espressa una valutazione positiva.

Provvedimento concessione cittadinanza

In caso di valutazione positiva, sentito il Consiglio di Stato, il decreto di concessione della cittadinanza ai sensi art. 9 L.91/92 viene predisposto dal Ministero dell’Interno – DLCI e inviato alla firma del Presidente della Repubblica.

Notifica provvedimento concessione cittadinanza

I regolamenti di attuazione DPR 572/93 e DPR 672/94 prevedono la trasmissione e notifica dei provvedimenti al richiedente, con due diverse tempistiche.


L’art. 7, comma 1 del DPR 572/93 stabilisce che:

la notifica del conferimento della cittadinanza deve essere effettuata dall’autorità competente ai sensi dell’art.23 entro novanta giorni dalla ricezione del decreto medesimo”;

l’art. 4, comma 1 del DPR 362/94 chiarisce:

“ai fini previsti dall’art 7 del DPR 12/10/1993, n° 572, il decreto del Ministro è immediatamente trasmesso all’autorità che ha ricevuto la domanda (la Prefettura). Quest’ultima ne cura la notifica all’interessato entro i successivi 15 giorni.”

Una volta comunicato sul sito che il decreto è in via di trasmissione i tempi devono essere brevi e la notifica da parte delle Prefetture veloce.
Eventuali ritardi di una certa importanza non trovano riscontro né giustificazione nella normativa vigente
.

In questo caso può essere opportuno un sollecito legale o una diffida legale (a seconda del tempo trascorso).  

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Giuramento entro sei mesi dalla notifica

A partire dalla data di notifica del decreto di concessione al richiedente, vi sono sei mesi di tempo per procedere al giuramento presso il Comune di residenza, in mancanza del quale non può darsi luogo alla concessione della cittadinanza:

“il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.”

art.10, L.91/92

Successivamente l’ufficiale di stato civile del Comune provvederà a tutti gli adempimenti previsti:

  • rilascerà la carta d’identità con indicazione della cittadinanza,
  • copia del verbale di giuramento,
  • copia del decreto di concessione della cittadinanza,
  • richiederà il passaporto italiano all’autorità competente,
  • trascriverà tutti gli atti inerenti la cittadinanza nel registro di stato civile.

Conclusioni

Nell’articolo di oggi abbiamo parlato delle Fasi della cittadinanza Italiana e di tutti gli step necessari per arrivare alla fase finale.

Se sono passati diversi mesi, o anche anni, da quando hai presentato la domanda di cittadinanza italiana e sei ancora fermo sempre alla stesa fase, posso aiutarti attraverso la pratica di sollecito cittadinanza.

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Questo articolo è stato scritto da:

AVV. FRANCESCO LOMBARDINI

Avvocato del Foro di Forlì-Cesena • Fondatore e Titolare del sito avvocatofrancescolombardini.it 

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