Reato procedibile d’ufficio e a querela di parte: quali le differenze?

Reato procedibile d'ufficio e a querela di parte: quali le differenze?

CONDIVIDI

CONDIVIDI

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on telegram
Share on whatsapp
Share on email

reati perseguibili d’Ufficio sono quei reati che, anche in assenza di querela di parte, vengono comunque perseguiti dall’Autorità Giudiziaria e sono quei reati ritenuti più gravi dall’ordinamento italiano e dal codice penale.

In particolare i reati procedibili d’ufficio richiedono una denuncia e si differenziano, invece, dai reati procedibili a querela di parte, che richiedono una denunci-querela.

Indice

Querela

La querela, a differenza della denuncia, contiene la specifica richiesta della persona offesa di ottenere la punizione del soggetto che ha commesso il fatto illecito penalmente rilevante nei suoi confronti.

La querela è la dichiarazione con la quale la persona che ha subito un reato (o il suo legale rappresentante) esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole.

E’ prevista dall’art 336 del codice di procedura penale e riguarda i reati non perseguibili d’ufficio.

Non ci sono particolari regole per il contenuto dell’atto di querela, ma è necessario che, oltre ad essere descritto il fatto-reato, risulti chiara la volontà del querelante che si proceda in ordine al fatto e se ne punisca il colpevole.

La querela deve essere presentata:

  • entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato
  • entro 6 mesi per reati contro la libertà sessuale (violenza sessuale o atti sessuali con minorenne).

E’ possibile ritirare la querela precedentemente proposta tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni.

La revoca della querela prende il nome di remissione.

Affinché la querela sia archiviata, è necessario che la remissione sia accettata dal querelato che, se innocente, potrebbe avere invece interesse a dimostrare attraverso il processo la sua completa estraneità al reato.

Le conseguenze di una querela

Le conseguenze di una querela sono la comunicazione di una notizia di reato alla Procura della Repubblica e l’avvio delle indagini preliminari.

Qualora la procura non ritenga di formulare un accusa, avanzerà una richiesta di archiviazione.

Viceversa, quando il Pubblico Ministero ritiene che i fatti narrati nell’atto di querela costituiscano reato e le indagini hanno confortato tale tesi, potrà avanzare, ad esempio, una richiesta di rinvio a giudizio o chiedere l’emissione di un decreto penale di condanna.

Denuncia

La denuncia, invece, contiene la “semplice” notizia che è stato commesso un reato.

La denuncia può essere presentata in forma orale o scritta.
La denuncia deve contenere l’esposizione dei fatti ed essere sottoscritta dal denunciante o dal suo avvocato.
La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

In alcuni casi, spesso, ci troviamo di fronte a denunce-querele che riguardano reati perseguibili d’ufficio, in questo caso, l’eventuale rimessione della querela da parte della persona offesa non comporta l’automatica dichiarazione della formula assolutoria “non doversi procedere” per difetto di condizioni di procedibilità, in quanto, trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio il procedimento seguirà comunque il suo corso e, quindi, occorrerà dimostrare l’innocenza.

I reati di seguito elencati possono essere commessi anche cumulativamente: per esempio con il reato di violenza sessuale potrebbero esserci di altri reati, come le lesioni personali, minacce e ingiurie ecc. In questi casi la pena da applicare viene stabilita secondo dei parametri previsti dalla legge e secondo l’apprezzamento del giudice (non vengono sommate aritmeticamente tutte le pene di tutti i reati commessi e pertanto alla fine verrà applicata una pena globale minore).

Esposto

L’esposto è l’atto con cui si richiede l’intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza presentato in caso di dissidi tra privati da una o da entrambe le parti coinvolte.

A seguito della richiesta d’intervento l’ufficiale di Pubblica Sicurezza invita le parti in ufficio per tentare la conciliazione e redigere un verbale. Se dai fatti si configura un reato, l’Ufficiale di P.S.:

  • deve informare l’Autorità giudiziaria, se il fatto è perseguibile d’ufficio
  • se si tratta di delitto perseguibile a querela può, a richiesta, esperire un preventivo componimento della vertenza, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela.

In sostanza, l’esposto è la segnalazione che il cittadino fa all’autorità giudiziaria per sottoporre alla sua attenzione fatti di cui ha notizia affinchè valuti se ricorre un’ipotesi di reato.

Reati procedibili d’ufficio: alcuni esempi

ART. 572 c.p.: MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA:
Se qualcuno viene maltrattato in famiglia, da intendersi famiglia in senso lato (anche convivenze, altri familiari) e si richiedono comportamenti ripetuti nel tempo; anche la violenza psicologica rientra nel reato di maltrattamenti.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 612 c.p.: MINACCIA:
Se qualcuno viene minacciato in modo grave (p.e. di morte) o con armi.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 582 c.p.: LESIONE PERSONALE:
Lesione fisica e psichica con prognosi superiore a 20 giorni.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 583 c.p.: CIRCOSTANZE AGGRAVANTI  LESIONE PERSONALE:
Lesione fisica e psichica grave o gravissima.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 583 bis c.p.: PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI:
Lesione ai genitali femminili e varie pratiche di mutilazione genitale (clitoridectomia, escissione e infibulazione).
Procedere con una DENUNCIA

ART. 610 c.p.: VIOLENZA PRIVATA:
Se una persona viene costretta con violenza o minaccia a fare o omettere qualcosa, ad esempio: dover andare con qualcuno, non poter uscire ecc.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 629 c.p.: ESTORSIONE:
Se una persona viene costretta con violenza o minaccia a fare o omettere qualche cosa, procurando a sé un danno, mentre l’autore del reato procura a se stesso un ingiusto profitto, ad esempio: firmare un contratto, donare qualcosa, ecc.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 609 c.p.: VIOLENZA SESSUALE:
Chiunque con esplicito consenso o con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, compie atti sessuali con un minore fino ai 14 anni.
Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo. La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza.
Procedere con una DENUNCIA

ART: 612 –bis StGB: “STALKING” (ATTI PERSECUTORI):
Chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta un minore o una persona con disabilità in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
Procedere con una DENUNCIA

ART. 575 c.p.: OMICIDIO:
Se si cagiona la morte della persona in modo doloso.
Procedere con una DENUNCIA

Reati procedibili a querela di parte: alcuni esempi

ART. 594 c.p.: INGIURIA – oggi depenalizzata
Se una persona viene lesa nel suo onore o decoro (per es. nei suoi confronti vengono usate parolacce o espressioni offensive, ovvero viene offesa tramite comunicazioni telefoniche o scritte, ad es. lettera).
Procedere con una QUERELA (entro 90 giorni)

ART. 612 c.p.: MINACCIA:
Se qualcuno viene minacciato.
Procedere con una QUERELA (entro 90 giorni)

ART. 581 c.p.: PERCOSSE:
Se qualcuno viene percosso e dal fatto non deriva una malattia.
Procedere con una QUERELA (entro 90 giorni)

ART. 582 c.p.: LESIONE PERSONALE:
Lesione fisica e psichica.
Procedere con una QUERELA (entro 90 giorni) se le lesioni procurate hanno una prognosi inferiore a 20 giorni.

ART. 660 c.p.: MOLESTIA O DISTURBO ALLE PERSONE:
Se qualcuno viene molestato in un luogo pubblico o per telefono.
Procedere con una QUERELA (entro 90 giorni)

ART. 609-bis c.p.: VIOLENZA SESSUALE:
se una persona viene costretta con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità a compiere o subire atti sessuali, ovvero se una persona induce un’altra a compiere o subire atti sessuali.
Procedere con una QUERELA (entro 180 giorni), successivamente non potrà essere più ritirata.

ART: 612 –bis: “STALKING” (ATTI PERSECUTORI):
Chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva, tanto da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
Procedere con una QUERELA (entro 180 giorni).

Come funziona la denuncia del reato perseguibile d’ufficio

La denuncia è un atto che può essere presentato da qualsiasi cittadino, a prescindere che sia o meno la vittima di un reato, alla Procura della Repubblica nel momento in cui viene a conoscenza di un fatto illecito relativo a un reato perseguibile d’ufficio.

L’atto di denuncia:

  1. non prevede un termine di decadenza;
  2. può essere presentato per iscritto o in forma orale;
  3. deve contenere gli elementi che costituiscono il reato e il momento in cui se ne è venuti a conoscenza;
  4. deve contenere le generalità della persona che si ritiene essere il responsabile del reato;
  5. deve contenere le generalità di tutti coloro che potrebbero essere utili durante il processo perché a conoscenza di fatti relativi al reato, ovvero i testimoni.

Quando la denuncia è obbligatoria

La denuncia è un atto facoltativo, anche se la legge prevede delle eccezioni nelle quali la presentazione della denuncia è obbligatoria, ovvero:

  • qualora abbiano avuto notizia di un delitto contro la personalità dello stato per il quale la legge stabilisce l’ergastolo;
  • qualora abbiano ricevuto cose provenienti da delitto;
  • qualora abbiano notizia di materie esplodenti situate nel luogo da lui abitato;
  • qualora abbiano subito un furto di armi o esplosivi;
  • qualora abbiano conoscenza di un delitto di sequestro di persona a fini di estorsione.

Nel caso in cui, in simili circostanze, non si presentasse denuncia si potrebbe essere denunciati per reato di omessa denuncia.

reati procedibili d’ufficio devono essere denunciati obbligatoriamente:

  1. dai pubblici ufficiali e dagli incaricati di pubblico servizio qualora abbiano avuto notizia del reato nell’esercizio delle proprie funzioni o a causa di esse;
  2. dagli ufficiali e dagli agenti di polizia giudiziaria, anche al di fuori del servizio svolto.

L’obbligo di denuncia non è invece valido per il difensore e i suoi ausiliari.

Reati perseguibili d’ufficio

Quali sono i reati a querela di parte?

Si tratta di quei reati per i quali è possibile avviare un’azione giudiziaria soltanto in seguito a una querela da parte della vittima che ha subito una lesione.

Cosa vuol dire procedibilità d’ufficio?

La procedibilità d’ufficio è l’atto che permette di avviare un’azione giudiziaria in presenza di reati molto gravi indipendentemente dalla volontà della vittima di sporgere querela, quindi è lo Stato a perseguire autonomamente e senza impulso esterno il reato.

Che differenza c’è fra una denuncia e una querela?

La differenza fondamentale consiste nel fatto che la denuncia può essere presentata da chiunque sia venuto a conoscenza di un reato, mentre la querela soltanto dalla persona che lo ha subito.

domande frequenti

Di regola 3 mesi da quando si è avuto conoscenza del reato.

Per alcuni delitti il termine è maggiore, ad esempio: 6 mesi per lo stalking ed il revenge porn, mentre 1 anno di tempo da quando è accaduto il fatto per la violenza sessuale.

Se il reato è procedibile d’ufficio (reati più gravi), la querela non occorre e la denuncia potrà essere presentata oltre i termini suindicati.

No a meno che la persona che assiste al reato sia un pubblico ufficiale o un esercente un pubblico servizio.

Da considerare inoltre che se il reato è procedibile a querela di parte, allora l’unico soggetto legittimato a chiedere che si proceda penalmente è la vittima del reato, ossia chi ha subito il fatto incriminato.

Le indagini preliminari, volte a fare luce sul reato denunciato, hanno di regola una durata di 6 mesi da quando è stato identificato il presunto autore del crimine.

Il Pubblico Ministero può chiedere una proroga delle indagini fino a un massimo di 18 mesi (es. per la complessità delle indagini).

Per alcuni reati particolarmente gravi i tempi sono maggiori: 1 anno di indagini prorogabili sino a due anni.

So quanto sia difficile muoversi nel mondo del diritto e avere a che fare con la burocrazia italiana.
Per questo motivo il mio obiettivo è solo uno: aiutarti!
Ti accompagnerò, passo dopo passo, nel giusto percorso per ottenere quello di cui hai bisogno.

Cosa aspetti?

PERMETTIMI DI ASSISTERTI

SONO QUI PER AIUTARTI!

Questo articolo è stato scritto da:

AVV. FRANCESCO LOMBARDINI

Avvocato del Foro di Forlì-Cesena • Fondatore e Titolare del sito avvocatofrancescolombardini.it 

CONDIVIDI

Naviga tra gli articoli: