Data ultimo aggiornamento: 16.04.2026
INDICE
- Tempi del ricongiungimento familiare: quadro generale
- Quanto tempo ci vuole per il rilascio del nulla osta
- La pratica è ferma: cosa fare dopo la scadenza dei termini
- Quanto tempo ci vuole per ottenere il visto
- Cosa succede dopo l’ingresso in Italia
- Hai bisogno di capire dove si sta bloccando davvero la procedura del ricongiungimento familiare?
- Domande frequenti
- Approfondimenti utili sul ricongiungimento familiare
Tempi del ricongiungimento familiare: quadro generale
I tempi del ricongiungimento familiare non dipendono da un solo passaggio, ma dalla somma di più fasi: presentazione della domanda, istruttoria dello Sportello Unico, rilascio del nulla osta, richiesta del visto presso il Consolato e adempimenti successivi all’ingresso in Italia.
Per questo motivo, quando si chiede “quanto tempo ci vuole”, non è corretto guardare solo al nulla osta: bisogna distinguere tra termine di legge, tempi reali della Prefettura, tempi consolari e fase finale del permesso di soggiorno per motivi familiari.
Dal punto di vista pratico, i tempi complessivi della procedura possono dipendere anche da fasi esterne alla Prefettura, come il rilascio del certificato di idoneità alloggiativa da parte del Comune o le verifiche consolari nella fase del visto.
In questa guida trovi i tempi principali della procedura e cosa fare quando la pratica resta ferma oltre i termini o subisce ritardi ingiustificati.
Quanto tempo ci vuole per il rilascio del nulla osta
L’art. 29, comma 8, del Testo Unico Immigrazione prevede oggi che il termine per il rilascio del nulla osta sia di 150 giorni dalla presentazione della domanda.
Nella pratica, però, il tempo effettivo può allungarsi in presenza di richieste di integrazione, documentazione incompleta, verifiche della Questura o ritardi dell’ufficio.
Per questo è importante distinguere tra il termine di legge e i tempi reali della procedura.
Quanto tempo vale il nulla osta una volta rilasciato
Una volta rilasciato, il nulla osta al ricongiungimento familiare deve essere utilizzato entro 6 mesi.
Questo significa che, dopo il rilascio del nulla osta, il familiare da ricongiungere deve attivarsi entro quel termine per presentare la richiesta di visto per ricongiungimento familiare presso l’autorità consolare italiana competente.
Anche questo incide sui tempi complessivi della procedura: il rilascio del nulla osta non conclude il percorso, ma apre la fase consolare e deve essere utilizzato entro il termine di validità.
Cosa fare se il nulla osta non arriva nei termini
Quando la pratica resta ferma oltre i termini o senza aggiornamenti significativi, occorre prima verificare lo stato dell’istruttoria, l’eventuale presenza di richieste di integrazione e le comunicazioni presenti nel portale.
Se il ritardo risulta ingiustificato, è necessario rivolgersi ad un Avvocato per una diffida legale e valutare una tutela più strutturata in base alla situazione concreta.
La pratica è ferma: cosa fare dopo la scadenza dei termini
Quando il termine decorre senza rilascio del nulla osta, il primo passo non è “attendere ancora” in modo generico, ma verificare se la pratica risulta ferma, se sono state richieste integrazioni, se vi sono comunicazioni non lette nel portale oppure se l’istruttoria si è arrestata senza una motivazione chiara.
Dal punto di vista pratico, in questa fase occorre:
- controllare l’area riservata del portale;
- verificare se la Prefettura abbia chiesto documenti integrativi;
- accertare se il ritardo riguardi solo lo Sportello Unico oppure anche la fase successiva;
- valutare, nei casi di inerzia non giustificata, l’invio di un sollecito formale.
Quando il ritardo si prolunga senza spiegazioni o emergono motivi ostativi, è importante distinguere tra semplice ritardo, richiesta di integrazione, preavviso di rigetto e diniego vero e proprio, perché le iniziative da assumere non coincidono.
Per il controllo della pratica e per i possibili sviluppi successivi, leggi anche domanda di ricongiungimento familiare, nulla osta ricongiungimento familiare e preavviso rigetto ricongiungimento familiare: cosa fare?
Quanto tempo ci vuole per ottenere il visto
Dopo il rilascio del nulla osta, il familiare deve presentare la richiesta di visto presso l’autorità consolare italiana competente nel Paese di origine o di stabile residenza.
La fase consolare richiede la verifica della documentazione sul rapporto familiare e degli altri presupposti rilevanti.
In via generale, il visto deve essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta, salvo necessità di ulteriori accertamenti o verifiche. Per questo i tempi complessivi della procedura non dipendono solo dalla Prefettura, ma anche dalla fase successiva davanti al Consolato.
Per la guida completa sulla fase consolare, sui documenti richiesti per il visto e sulle differenze rispetto al familiare di cittadino italiano, leggi anche visto per ricongiungimento familiare.
Cosa succede dopo l’ingresso in Italia
Una volta entrato in Italia con il visto per ricongiungimento familiare, il familiare deve attivarsi entro 8 giorni dall’ingresso per la fase successiva del soggiorno.
Nel ricongiungimento ordinario, il primo riferimento operativo è lo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura competente. Se il sistema consente la prenotazione, il familiare deve seguire quella procedura. Se invece non ci sono appuntamenti disponibili entro gli 8 giorni oppure il portale non consente di completare il passaggio, occorre inviare una PEC allo Sportello Unico.
Se la convocazione non arriva, bisogna procedere con il kit postale per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari, allegando la prova dell’invio della PEC.
Dal punto di vista pratico, questa fase può incidere sui tempi complessivi della procedura tanto quanto il nulla osta o il visto, perché un ritardo dopo l’ingresso può bloccare la regolarizzazione finale del soggiorno.
Hai bisogno di capire dove si sta bloccando davvero la procedura del ricongiungimento familiare?
Quando si parla di tempi del ricongiungimento familiare, il problema non è solo “quanto bisogna aspettare”, ma capire in quale fase la pratica si sta fermando davvero: nulla osta, visto, ingresso in Italia, Sportello Unico, Prefettura oppure rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.
Nel mio studio mi occupo di diritto dell’immigrazione e assisto cittadini stranieri e famiglie nella verifica dei ritardi del ricongiungimento familiare, nel controllo della pratica, nelle diffide contro l’inerzia amministrativa e nella gestione dei passaggi successivi all’ingresso in Italia.
Se vuoi capire dove si sta bloccando davvero la tua procedura e quale passo conviene fare subito, puoi contattarmi per una consulenza legale e verificare immediatamente la strategia corretta.
Domande frequenti
L’art. 29, comma 8, del Testo Unico Immigrazione prevede oggi un termine di 150 giorni dalla presentazione della domanda.
In via generale, il visto deve essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta, salvo ulteriori verifiche o accertamenti.
No. Il nulla osta è solo una fase della procedura: dopo viene il visto e, successivamente, la fase del permesso di soggiorno per motivi familiari.
Dipende dalla fase concreta della procedura.
Nel ricongiungimento ordinario, dopo l’ingresso occorre attivarsi entro 8 giorni davanti allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente. Se non ci sono date disponibili oppure il sistema non consente di completare la procedura, bisogna inviare una PEC e, se la convocazione non arriva, procedere con il kit postale per richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari.
Occorre verificare lo stato della pratica, l’eventuale presenza di richieste di integrazione e capire se il ritardo riguarda lo Sportello Unico, la Prefettura oppure la fase successiva del procedimento.
Se il ritardo è ingiustificato, può essere necessario inviare una diffida formale e valutare i rimedi successivi in base alla fase concreta della pratica.
Approfondimenti utili sul ricongiungimento familiare
Per approfondire i singoli passaggi della procedura, leggi anche:
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